La scomunica di Famiglia Cristiana ai comici: “Hanno aiutato Berlusconi”?

07 marzo 2013 ore 12:02, intelligo
La scomunica di Famiglia Cristiana ai comici: “Hanno aiutato Berlusconi”?
di Americo Mascarucci. Se è vero che nel mondo cattolico gli occhi sono tutti puntati sul conclave che nelle prossime settimane dovrà eleggere il nuovo pontefice, a Famiglia Cristiana, storico settimanale edito dalle Edizioni San Paolo, non hanno mai distolto lo sguardo dalla politica italiana. Il direttore don Antonio Sciortino non ha mai nascosto il suo alto gradimento verso il Partito democratico e la sua forte avversione nei confronti di Silvio Berlusconi, più volte descritto come la personificazione del male. Non ha mai amato particolarmente il centro ex democristiano ed i tentativi di rifondare un partito unico dei cattolici (alla luce dei recenti risultati elettorali probabilmente non se ne riparlerà per un pezzo), fatto questo che ha portato più volte la famiglia paolina in rotta di collisione con la Conferenza Episcopale. Con l’ex presidente Ruini gli scontri erano all’ordine del giorno (a FC si univa volentieri anche il mensile Jesus) a causa delle simpatie berlusconiane di don Camillo. Con Bagnasco i rapporti sono stati più distesi (anche in virtù della scarsa fiducia che l’attuale presidente Cei ha sempre mostrato verso il Cavaliere) anche se don Sciortino e company non hanno mancato di stigmatizzare l’appoggio delle gerarchie al governo Monti e la diffidenza che, all’interno dei sacri palazzi, serpeggia nei confronti del centrosinistra di Bersani e Rosy Bindi. Adesso Berlusconi è tornato prepotentemente sulla scena dimostrando di godere ancora di un largo consenso fra gli italiani. Ma come, non era spacciato? I sondaggi non prevedevano la catastrofe del centrodestra? Secondo Famiglia Cristiana la resurrezione politica del Caimano non è da attribuire tanto alle promesse imbonitrici (leggi restituzione dell’Imu già pagata) quanto ai detrattori del Cavaliere che ancora una volta, nell’intento di distruggerlo definitivamente, lo hanno rianimato. Proprio così! Benigni, Crozza, la Littizzetto, Fazio, Travaglio, Santoro, sarebbero stati i principali sponsor politici del Berlusca, consentendogli di riacquisire con le loro parodie, i loro attacchi, le loro aggressioni satiriche, una forte visibilità mediatica provocando l’inevitabile effetto boomerang. FC ha aperto anche un blog di discussione sul suo sito chiedendo ai propri lettori di pronunciarsi: “Gli attacchi dei comici e dei giornalisti hanno aiutato Berlusconi?”. Il dibattito è aperto e sembra stia andando avanti con discreto successo. Ma se la maggioranza dovesse decretare la condanna dei comici e dei giornalisti antiberlusconiani, quale soluzione prospetterebbe don Sciortino? Vietare in futuro la satira sul Cav per impedirgli di guadagnare altri consensi? No, saprebbe di editto bulgaro e Celentano non mancherebbe di richiedere la soppressione della stampa cattolica. E allora per Santoro, Crozza, Benigni, Travaglio e company non resterebbe che la più ovvia delle penitenze. Dopo l’atto di dolore recitato rigorosamente in ginocchio, dieci pater, dieci ave e dieci gloria, ai quali aggiungere la recita del credo per l’ottenimento dell’indulgenza plenaria. Sarà forse eccessivo aggiungere anche qualche opera pia?  
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