Poli-Bortone: «Ecco la mia cura ri-Costituente»

07 marzo 2013 ore 16:28, Francesca Siciliano
Poli-Bortone: «Ecco la mia cura ri-Costituente»
«La destra deve ripartire, ricostruirsi, rinascere». Così Adriana Poli-Bortone intervistata da IntelligoNews lancia il suo progetto, una vera e propria cura ri-Costituente per la destra italiana. Con valori non negoziabili. La destra, nelle ultime elezioni, è quasi sparita. Come riunirla e riorganizzarla? «Costruendo quello spazio politico affinché sia possibile la riorganizzazione che già sta patendo. Io, ad esempio, ho dato vita ad un partito territoriale (Io Sud, ndr) che a mio avviso ha ancora una validità, seppur transitoria. Perché nella realtà il vero spazio politico si può aprire soltanto a destra. La condizione per ricominciare è un tavolo dove ritrovarsi e riferimenti valoriali precisi. Mettendo fine, così, alla frammentazione che è sotto gli occhi di tutti». E come si concilia la sua esperienza (di Io Sud prima, di Grande Sud poi) con il rilancio di questa nuova destra? «La questione meridionale è irrisolta. Non solo: in questa campagna elettorale si è aggravata. Perché purtroppo il Pdl ha fatto sì che la campagna elettorale si polarizzasse esclusivamente attorno a sé. Berlusconi non ha capito che dando spazio esclusivo alla Lega, nell'ambito della coalizione, di fatto ha creato ciò che ha detto Maroni, ora Governatore della Lombardia: la macro-regione che rappresenterà un soggetto socio-politico ed economico che potrebbe decretare una vera e propria secessione del nord dall'Italia. Quindi nell'ambito di un nuovo soggetto di destra la questione meridionale è da sempre al centro dei valori della destra e potrà continuare ad avere un suo valore in un'ottica di federalismo tricolore». Fattivamente: da cosa si comincia? «Ripeto: da un manifesto di valori comuni, una vera e propria ri-Costituente». Quali i soggetti? Lo stesso Fini ha sostenuto di voler ricostruire la destra... «Noi abbiamo mantenuto una parte degli obiettivi di destra, tra cui appunto la questione meridionale. Fini mi pare che abbia fatto dei passi eccessivi, adesso non so in che termini voglia davvero ricostruire la destra. E non so neppure qual è la sua destra. E poi, con chi vorrebbe rifarla?». Ecco: e con lei con chi andrebbe rifatta? «Con tutti quelli che non hanno ceduto alle forti lusinghe del Pdl. Nell'ultima Assemblea Nazionale di An in molti erano entusiasti dello scioglimento del partito nel soggetto Pdl. Io non ero tra quelli ed ebbi il coraggio di dire che An non doveva sciogliersi perché il Pdl non poteva rappresentare un raccoglitore di valori comuni». Quindi nuovo centrodestra senza Berlusconi? «Nell'ambito del centrodestra il Pdl - o Forza Italia, perché credo che nei prossimi giorni cambierà nome – è l'espressione del centro, della vecchia Dc, del Psi, dei repubblicani, dei laici. Noi di destra avevamo dei valori di riferimento differenti. Abbiamo sempre mirato alla socialità, al welfare, al non eccessivo liberismo. Quindi noi andremmo a rappresentare la destra, Forza Italia tornerebbe (o continuerebbe) a rappresentare quell'area di centro». Sempre alleate? «Probabilmente sì, ma con dei punti valoriali chiari e differenti». Figura chiave per la nuova destra? «Mi piace Marcello Veneziani, moltissimo. È sempre stata un'anima critica della destra. È un intellettuale, non avrebbe il pragmatismo della politica. Ma con un gruppo di esperti del settore potrebbe ben guidare un nuovo movimento». Un ritorno ad Itaca a tutti gli effetti? «Sì, purché Itaca non resti un'isola. Non deve considerare il mare un elemento di divisione, ma di unione».  
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