Italicum, Costantino (Sel): “Temo che l'accordo Matteo-Silvio sia molto più esteso. Jobs Act, aspettiamo Renzi al varco"

07 marzo 2014 ore 15:14, Lucia Bigozzi
Italicum, Costantino (Sel): “Temo che l'accordo Matteo-Silvio sia molto più esteso. Jobs Act, aspettiamo Renzi al varco'
“Il patto Renzi-Berlusconi va oltre l’Italicum”. Celeste Costantino, parlamentare di Sel a Intelligonews suona il campanello d’allarme su parità di genere e conflitto di interessi. Netto il giudizio sul governo Renzi, altrettanto chiaro quello sui grillini-barricaderi…
Italicum e parità di genere: Alessia Morani a Intelligonews dice che il Pd è al lavoro per garantirla nelle liste. Vi fidate del Pd dopochè ha fatto il patto col “Caimano”? «Dovessi pensare alla seduta di ieri dove non è passato né l’emendamento sul conflitto di interessi, né sulle preferenze, sono segnali che non ci fanno ben sperare. Sembrerebbe che l’accordo con Berlusconi sia molto più esteso rispetto a quanto trapelato finora e lo si può supporre anche in relazione all’emendamento sulla parità di genere. Dovessi dire la sensazione, direi che c’è preoccupazione». Vale anche per il conflitto di interessi? E chi lo ostacola? «Proprio per questo dico che i termini dell’accordo tra Renzi e Berlusconi sembrano molto più estesi ed è emerso ieri sera in Aula perché il Pd che per vent’anni ha chiesto a gran voce la legge contro il conflitto di interessi, ora che abbiamo l’occasione con la legge elettorale di colmare un vuoto legislativo, ha votato contro». Ritiene che il Pd abbia responsabilità politiche? «E’ un’occasione mancata. Poi si può dire che, invece di affrontare il tema dentro la legge elettorale, si può pensare a una norma ad hoc; ma mi viene da dire se non ora quando, perché qui c’è sempre una cosa che viene descritta come priorità, che di fatto elimina o posticipa l’efficacia di dover provvedere a questo problema». Renzi gioca su più tavoli consolidando l’asse anche con Alfano e in chiave governativa? «Assolutamente sì. Basta vedere la composizione della squadra di governo: Alfano è stato riconfermato ministro dell’Interno dopo i danni stratosferici che ha fatto in un anno di legislatura. Non solo: Renzi ha riconfermato tutti i ministeri-chiave a Ncd: diciamo che già dalla squadra di governo era emerso un patto di ferro tra i due. Rispetto alla composizione della sua maggioranza, Renzi ha fatto una scelta in continuità col governo Letta perché tutte le consultazioni fatte avevano già in sé la possibilità di riconfermare questo tipo di maggioranza e da questo punto di vista Renzi è lineare. La cosa che dispiace è che dalla staffetta Letta-Renzi ci saremmo aspettati elementi di discontinuità a partire dagli elementi programmatici che potessero dare l’idea di una volontà di ricostruire il centrosinistra in Italia». Sul Jobs Act, Sel aspetta Renzi al varco? «Non è tanto un’attesa di Sel quando degli italiani. Se dovessimo riassumere i grandi problemi che attraversano il paese, al primo posto c’è l’occupazione e il lavoro. Noi non abbiamo alcuna pregiudiziale, stiamo giudicando e cercando di farci un’idea sul lavoro di Renzi in base agli atti. Sulla composizione del governo il giudizio è negativo come quello sul governo Leta; stiamo aspettando di capire gli atti programmatici veri, a partire da quello sul lavoro che valuteremo quando lo presenterà e se lo potremo discutere in Parlamento». Perchè? «Il problema vero è che il Parlamento sembra svuotato di potere e funzione; ci mettono in condizioni di ratificare scelte prese da altri; i nostri emendamenti riusciamo a fatica a discuterli in Commissione ma in Aula è praticamente tutto deciso». Come valuta ciò che sta accadendo nel M5S, comprese le ultime espulsioni? E dopo un anno in Parlamento che giudizio ne dà? «Il capitolo delle espulsioni lo devono giudicare gli elettori del Movimento. Un giudizio lo posso dare su quest’anno di lavoro parlamentare fatto anche insieme al Movimento. Purtroppo c’è una spettacolarizzazione della politica perché nonostante su alcuni temi si riesca a trovare una comunità di intenti, quando siamo al dunque il modo in cui viene deciso di avanzare ragionamenti ed emendamenti che possono andare nella giusta direzione, tutto svanisce nella logica della spettacolarizzazione. C’è una tendenza a rivolgersi all’esterno per dire che va tutto male; un atteggiamento distruttivo che se in alcuni casi proviene da un senso di frustrazione che anche noi proviamo, per il resto alimenta la tensione. Questo incattivirsi così non aiuta le persone, anzi mette ancora più in crisi la democrazia. Per contro, potrei farle l’elenco delle cose che una piccola forza di opposizione come la nostra è riuscita a portare a casa e che hanno a che fare con la carne viva delle persone».
autore / Lucia Bigozzi
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