Mazziotti (Sc): “Draghi, chi chiede soldi alla Bce non può non fare le riforme. Renzi incentivato ad andare avanti"

08 agosto 2014 ore 12:47, Lucia Bigozzi
Mazziotti (Sc): “Draghi, chi chiede soldi alla Bce non può non fare le riforme. Renzi incentivato ad andare avanti'
“Draghi ha detto ciò che è già successo a chi chiede soldi alla Bce ma non fa le riforme”. Non è un monito a Renzi bensì “una sollecitazione a continuare sulla strada del cambiamento e a fare di più”: è la lettura che Andrea Mazziotti, capogruppo di Scelta Civica alla Camera argomenta nell’intervista a Intelligonews togliendosi qualche sassolino dalla scarpa a proposito dei “conservatori” e degli “anti-europeisti della domenica”…
Quando Draghi dice che chi non fa riforme strutturali deve cedere un pezzo di sovranità, dice un’eresia? «Draghi dice che siccome tutti chiedono interventi alla Bce che sostanzialmente equivale a chiedere soldi, non si può pensare di chiedere soldi alla Banca Centrale europea senza fare le riforme. Quando parla di limitazione della sovranità parla di cose già successe, cioè del fatto che per accedere agli aiuti gli Stati che non hanno fatto riforme – vedi la Grecia e in parte Spagna e Portogallo – hanno dovuto cedere quote di sovranità sulla politica economica. Non è uno scandalo, lo è invece per gli anti-europeisti della domenica, uno sport molto diffuso prima delle europee per raccattare qualche voto ma oggi a parte la Lega e qualcun altro, tutti sanno che staccarsi dall’Europa è una visione davvero poco sensata». Ma il messaggio di Draghi era per Renzi? «Non per Renzi, ma per i paesi che finora non hanno fatto abbastanza e che devono fare di più inclusa l’Italia, oltre a ciò che ha realizzato fin qui. Lo stesso Renzi ha apprezzato le parole di Draghi considerandolo un incentivo in più ad andare avanti nella strada delle riforme». Da settembre l’agenda di lavoro sarà prevalentemente calibrata sui temi economici: quale ruolo Scelta Civica pensa di giocare in questa delicata partita? «Il nostro ruolo è come sempre di forte spinta, di controllo e sollecitazione a fare chiarezza ogni volta in cui si dovessero verificare rallentamenti. Incalzeremo il governo quando non si andrà abbastanza decisi a causa delle spinte conservatrici che tenderanno a rallentare questo cammino riformatore. Non avendo vincoli con categorie di riferimento ma avendo come faro un’impostazione basata sulle riforme, saremo quelli che più di altri eserciteranno un’azione di controllo per evitare che ci siano frenate. Il nostro viceministro Calenda è stato molto chiaro quando ha detto che ci vuole un piano industriale per il Paese da attuare in tempi molto rapidi». Come valuta la relazione del ministro Padoan alla Camera? Il governo prende atto della recessione ma esclude la manovra correttiva in autunno. «Padoan alla Camera ha ripercorso la cronaca dei fatti, descrivendo la situazione. L’obiettivo è evitare una manovra che potrebbe avere effetti recessivi e per poterla evitare sono necessarie la riforma del lavoro, le liberalizzazioni, l’attuazione della delega fiscale nell’ambito di un generale piano industriale capace di generare interventi concreti e non spot come un pochino è stato fino ad ora».
autore / Lucia Bigozzi
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