Esclusiva. Don Carmelo e la sua giornata con il Papa a Lampedusa: «Due Papi in Sicilia con due messaggi forti»

08 luglio 2013 ore 18:05, Marta Moriconi
Esclusiva. Don Carmelo e la sua giornata con il Papa a Lampedusa: «Due Papi in Sicilia con due messaggi forti»
«Lampedusa è la porta d’Europa. Il Papa ha parlato a tutti, anche a chi ha responsabilità a livello mondiale. Ha chiesto di aprire i cuori a questi drammi mondiali» ha detto Don Carmelo Petrone, che guida l’ufficio stampa della Diocesi di Agrigento, da cui dipende la parrocchia di Lampedusa, e della Caritas provinciale. Don Carmelo, anche direttore della rivista L’amico del Popolo, con IntelligoNews parla della visita di Papa Francesco, che con il piccolo aeroscalo ha raggiunto gli “ultimi” e ha parlato con loro. Incisive le sue parole, dolci ma decise, volte alla carità certo, ma anche chiare sulle responsabilità. E Don Carmelo ha chiarito alcuni passaggi dell’omelia. Tra le parole chiave del Papa la parola indifferenza. L’aveva citata anche Don Stefano Nastasi, parroco  di Lampedusa. Soddisfatti? «Siamo contenti, il messaggio è stato forte e deve essere colto da noi ma anche da chi di dovere. Il Papa ha parlato a tutti, senza obiettivi particolari, ma ha scosso le coscienze mondiali. E’ stato un dito puntato per dire che quei morti ci interpellano, non possono lasciarci indifferenti». Due grandi Papi sono venuti in Sicilia, Giovanni Paolo II e ora Francesco. Quali differenze? «Sì, è verissimo. Proprio per questo titolerò il prossimo numero della rivista “Dal Grido nella valle alle lacrime dell’isola”. Due Papi sono venuti nella diocesi di Agrigento e da qui hanno lanciato dei messaggi forti. Il primo invitò i mafiosi a convertirsi. A Lampedusa Bergoglio ha perorato la causa dei profughi, indicando gli abitanti di Lampedusa come modello di accoglienza. Loro hanno incarnato le pagine del Vangelo. Poi ha parlato di responsabilità. Per lui vedere quei barconi è stato come avvertire una spina nel cuore che reca dolore. E proprio “quei morti” sono stati citati nelle sue prime parole. Linosa e Lampedusa hanno mostrato attenzione alle persone. Indipendentemente dal loro colore, dallo Stato presente o meno. Qui vige la regola del mare». Siamo tutti responsabili, certo. Ma in un passaggio Papa Francesco ha dichiarato: «La crudeltà che c’è anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi come questo. Chi ha pianto oggi nel mondo?». Come lo commenta? «Il Papa ha espresso quello che è un disagio e un segno dei tempi. Chiede perdono, per tutti. E ha chiesto che tutti i cuori vengano toccati. A chi ha responsabilità a livello mondiale di aprire questi cuori a questi drammi mondiali. A non ad indurirli. Perché le tragedie dell’immigrazione clandestina non possono interessare solo Lampedusa, ma interessano l’Europa. E Lampedusa è la porta d’Europa». Per lei ha avuto parole particolari? Cosa le ha detto? «Ci siamo visti in Chiesa. Ho ringraziato anche a nome della stampa il Santo Padre per le parole avute qui a Lampedusa».  
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