Corsaro (Fdi): «Nuova An? Noi un passo avanti a loro. Non escludo il ritorno (di Fini), ma…»

08 novembre 2013 ore 14:54, Marta Moriconi
Corsaro (Fdi): «Nuova An? Noi un passo avanti a loro. Non escludo il ritorno (di Fini), ma…»
«Delle sorti politiche di Fini mi interessa più o meno come della foca monaca». Comincia con una battuta l’intervista a Massimo Corsaro di Fratelli d’Italia, intervistato da IntelligoNews, sul futuro della destra che domani vede gli “avversari politici” presentare il loro progetto MoVimento per Alleanza Tricolore. «Non è un progetto politico, ma culturale», a cui partecipa un certo Romagnoli che diede vita alla Fiamma Tricolore «non condividendo la nascita di An». Sul Corriere della Sera Staiti di Cuddia dichiara che se Fini vuole rientrare nei giochi non gli resta che Storace. E’ vero? «Delle sorti politiche di Fini mi interessa più o meno come della foca monaca. Cioè, non mi appassionano. Che non ci sia più spazio per una riedizione della politica di Fini il primo a saperlo è proprio Fini. Dopo di che non escludo che Fini voglia appoggiare una qualche operazione, ma è più per ostacolare il percorso di altri che per sue ambizioni personali». Il Pdl forse si spaccherà. Officina Italia intanto sta lavorando e in prospettiva come guarda a questa scissione? «Berlusconi ha concluso la sua fase, tutto quello che di buono poteva dare, lo ha già dato. E quanto alla rivoluzione culturale ha fallito. Perché alla fine il centrodestra è stato risucchiato proprio da quei poteri che doveva combattere. Per cui il nostro obiettivo, oggi, è costruire un nuovo centrodestra che prescinde dall’amore, dall’affetto o dalla lealtà a Berlusconi. Il centrodestra di domani deve guardare ad altro, ad una riproposizione di contenuti e di capacità credibilmente indipendenti. Al nostro manifesto politico culturale stanno partecipando, infatti, culture ed esperienze diverse. Il resto è ancorato a schemi del passato. Noi ci sentiamo un passo avanti rispetto a tutti nella costruzione di qualcosa di nuovo». Quindi il MoVimento  per Alleanza Nazionale nasce già vecchio? «Noi non crediamo in chi risponde a Forza Italia con la riproposizione di Alleanza Nazionale. E’ un ritorno al passato e sono cambiate le condizioni e le stagioni. Quest’esperienza ha un messaggio politico che non si proietta lontano. Noi con Officina per l’Italia, domenica prossima 17 novembre, renderemo pubblico il risultato delle nostre linee programmatiche che guardano molto avanti. A Roma si vedono, al contrario, manifesti che ripropongono il simbolo di Alleanza Nazionale, proprietà di una Fondazione che non ha autorizzato il suo utilizzo. Ci vorrebbe un congresso straordinario di quell’Assemblea che chiuse l’esperienza di An per potersene appropriare. E nessuno ha intenzione di farlo. E’ già fuori luogo che sia utilizzato quel simbolo dunque. Lo dico senza polemica, perché nei confronti di Storace ho una consolidata amicizia…». … ma cosa non le piace quest’operazione? «Che a rivendicare la riedizione di An siano persone che se ne erano andate dal mondo della destra politica quando demmo vita appunto ad An, penso per esempio a Romagnoli della Fiamma Tricolore nata proprio contro il nostro ex partito, e mi fa sorridere. Loro oggi incitano a quell’esperienza che non hanno mai vissuto. Sulla coerenza della linea politica, poi, qualcosa direi sulla stimabilissima Adriana Poli Bortone che oggi rivendica l’unità della destra, ma che quando noi decidemmo di staccarci dal Pdl per dar vita FdI a poche settimane dal voto, si schierò con Micchichè, non certo un rappresentante e un campione, anche solo dal punto vista dei valori, della destra». Donna Assunta Almirante ha rivolto dal nostro quotidiano a tutte le forze di destra l’appello a riunirsi. Divisi non andrete da nessuna parte, ha detto. «E’ un ragionamento sensato, ma è un motivo in più per non ricorrere al tentativo di ricostituzione di un vecchio partito. Mi spiego. Non sarà mai possibile rimettere insieme quello che è stato. Cercare di rimettere insieme qualcosa di An è fortemente limitativo. Saremmo già in partenza solo un pezzetto di quello che siamo stati. Oggi che il centrodestra deve essere ricostruito da zero, non lo si può fare solamente con quella parte che ha condiviso con noi quella storia. Non sarebbe un progetto politico, ma si tratterebbe di un progetto di carattere culturale». Con FI e An il parlamento torna indietro di qualche anno, ma in effetti si stava meglio quasi peggio? «Il motivo per cui non ci ascriviamo ad operazioni nostalgia è che siamo orgogliosi del passato e interessati a scrivere il futuro».
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