Di Maio (M5S): «Asse M5S-Fi-Sel? Farneticazioni di un ottantenne. A Renzi diamo 5-6 giorni»

09 dicembre 2013 ore 18:08, intelligo
Di Maio (M5S): «Asse M5S-Fi-Sel? Farneticazioni di un ottantenne. A Renzi diamo 5-6 giorni»
«Mattarellum entro Capodanno e poi a maggio...»   di Claudia Farallo.   «Le ho viste più come le farneticazioni di un ottantenne». Il grillino e vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, intervistato da IntelligoNews, commenta così le parole di Silvio Berlusconi su una possibile convergenza tra M5S, Forza Italia e Sel. «Io spero che il Presidente della Repubblica possa convincersi che questa legislatura non può andar avanti», dice Di Maio, che però sottolinea: «Ma per questo non c’è bisogno di fare asse con due partiti della Seconda Repubblica, come Forza Italia e Sel, che hanno tradito continuamente il loro elettorato». Il grillino dà una scadenza a Renzi: «A questo Pd che cambia verso gli do 5-6 giorni, perché in 5-6 giorni può fare quello che ha detto e, se non lo fa, vuol dire che è sempre lo stesso Pd». Sull’agenda di Di Maio, a Capodanno c’è il Mattarellum. «In due settimane, il Mattarellum può essere di nuovo nel nostro ordinamento», dichiara il grillino, che interrogato sulle europee di maggio suggerisce: «Una strada, due servizi». Dopo la vittoria schiacciante di Renzi alle primarie del Pd, il governo è più forte o più debole? «Questo dipende da loro, da quello stesso Pd che siedeva in Parlamento prima delle primarie. Il punto è che se il Pd ha cambiato verso, allora deve porre rimedio a tutte le porcate che ha fatto nei primi otto mesi di questa legislatura: una serie di cose ignobili, come finanziare gli F35 e bloccare la nostra proposta di dimezzamento delle indennità parlamentari. A questo Pd che cambia verso gli do 5-6 giorni, perché in 5-6 giorni può fare quello che ha detto e, se non lo fa, vuol dire che è sempre lo stesso Pd. Renzi ci ha abituato a dire una cosa fuori dal Parlamento e a farne fare un’altra al suo partito. Lo abbiamo visto col caso Cancellieri, che non è chiuso qua». Berlusconi guarda a una convergenza con voi e Sel. È possibile? «Le ho viste più come le farneticazioni di un ottantenne. Io spero che il Presidente della Repubblica possa convincersi che questa legislatura non può andar avanti. Ma per questo non c’è bisogno di fare asse con due partiti della Seconda Repubblica, come Forza Italia e Sel, che hanno tradito continuamente il loro elettorato». E sulla legge elettorale? «Il nostro unico obiettivo di questa settimana è tornare al Mattarellum. Lo abbiamo chiesto giovedì, abbiamo ottenuto la calendarizzazione in commissione Affari costituzionali alla Camera. Adesso ci battiamo perché ci sia subito il ritorno al Mattarellum, che è l’ultima legge votata da un Parlamento moralmente legittimo e su cui la Corte costituzionale non ha mai messo bocca. La legge creata dalla Consulta a seguito della sentenza, primo, è fatta dai giudici e non dal parlamento e questo non mi piace; secondo, è stata già bocciata col referendum che poi portò al Mattarellum nel ‘92-‘93». Su questo avete già avuto contatti con gli altri gruppi? «Noi ci basiamo sulle dichiarazioni degli altri gruppi. Il Pd parla di Mattarellum, come anche la Lega e un parte del Pdl. Se stiamo alle dichiarazioni I numeri ci sono. Se invece, come sempre, il M5S avrà il merito di portare alla prova dei fatti questi signori e, ancora una volta, verificare che sono solo chiacchiere e niente fatti, allora ci inventeremo qualche altra cosa. Ma questo Parlamento deve approvare il Mattarellum il prima possibile e tornare alle elezioni». Il democrat Giachetti, ancora in sciopero della fame, ha sempre denunciato che alle parole non siano seguiti i fatti, in primis nel proprio partito. Ora sarà diverso? «Giudico tutti i partiti improduttivi, ma spero che almeno di fronte a una situazione di tale gravità abbiano un sussulto di dignità. Il problema è che finché non si approva una nuova legge elettorale, questa situazione è l’assicurazione sulla vita per le poltrone dei parlamentari: con un proporzionale e con una preferenza, nessuno andrà alle elezioni. Noi a questo non ci stiamo. Prima pensavamo che dovesse essere il Presidente della Repubblica a sciogliere le camere, perché questo governo immobile manda alla deriva il Paese. Adesso, dopo la sentenza della Corte costituzionale, gli attori devono essere i parlamentari, che approvano il Mattarellum. Dopo di che, verrà normale andare alle elezioni». Avere la legge elettorale alla Camera, però, non leva lo scoglio del Senato. Come superarlo? «Il Senato ha avuto 27 sedute della commissione Affari costituzionali, per non fare neanche un articolo della legge elettorale. Ha fallito miseramente. Se il Senato vuole avviare uno scontro istituzionale con la Camera, se ne assuma la responsabilità. Io sono convinto che qui alla Camera, anche solo per questioni anagrafiche, ci sia una generazione di parlamentari che guarda più al futuro e che può iniziare questo percorso di ritorno al Mattarellum». Quali sono i tempi? «In due settimane, il Mattarellum può essere di nuovo nel nostro ordinamento. Se iniziamo domani possiamo finire prima del nuovo anno. Ovviamente, si deve mettere nel conto che bisogna rifare le circoscrizioni, perché in base ai dati Istat bisogna riorganizzare i collegi. Credo che la legge possa essere operativa al massimo per marzo». E a maggio ci sono le europee… «Si può fare tutto in prossimità. Una strada, due servizi».
autore / intelligo
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