Gasparri (Fi): «Asse Fi-M5S-Sel? Al massimo convergenze tattiche. Letta precario. Di Maio non so chi sia»

09 dicembre 2013 ore 16:07, intelligo
Gasparri (Fi): «Asse Fi-M5S-Sel? Al massimo convergenze tattiche. Letta precario. Di Maio non so chi sia»
di Claudia Farallo.   «Un conto è la coincidenza di valutazione tra partiti di opposizione e un conto l’alleanza per governare il Paese. Questa seconda ipotesi con i grillini va esclusa. Altra questione è la richiesta di elezioni e di legittimazione popolare». Chiarisce così la possibilità di un asse Fi-M5S-Sel il forzista Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, intervistato da IntelligoNews. Del neo-segretario del Pd, Gasparri vuole vedere i fatti: «Renzi ha una sua agenda e deve dare la sensazione di imprimere un ritmo diverso e di fare delle cose nuove. È appena arrivato e non può subito mediare. Casomai, verrà un tempo in cui dovrà accantonare alcuni propositi e, con la realpolitik, cercare dei compromessi».  Sulle riforme che abbiamo davanti, il vicepresidente del Senato è netto: «Io sono per il presidenzialismo. Si deve fare una norma che consenta ai cittadini di scegliere chi governa. Credo sia più importante questo che la legge elettorale in sé». E interrogato sulle posizioni di Di Maio, vicepresidente della Camera del gruppo M5S, il vicepresidente del Senato risponde: «Non so chi sia».   Il governo è più forte o più debole dopo la vittoria di Renzi? «Il governo era precario ieri e lo è ancora oggi. Il problema della legge elettorale dà un po’ di respiro al governo, però non vedo un governo particolarmente forte e autorevole. Molti di coloro che decidono l’agenda sono fuori dal Parlamento, come Grillo e Berlusconi. Senza contare la precarietà strutturale del governo Letta, anche per la scissione del centrodestra, la situazione economica e gli errori oggettivi che Letta ha fatto nella legge di stabilità». Grillo e Berlusconi sono sì fuori dal Parlamento, ma entrambi all’opposizione. Renzi invece è segretario del partito che è il principale azionista della maggioranza. «Vedremo adesso cosa farà al di là delle dichiarazioni formali. Renzi ha una sua agenda e deve dare la sensazione di imprimere un ritmo diverso e di fare delle cose nuove. È appena arrivato e non può subito mediare. Casomai, verrà un tempo in cui dovrà accantonare alcuni propositi e, con la realpolitik, cercare dei compromessi». Crede possibile una convergenza Fi-M5S-Sel? «Al di là di convergenze tattiche, non vedo convergenze strategiche. Un conto è la coincidenza di valutazione tra partiti di opposizione e un conto l’alleanza per governare il Paese. Questa seconda ipotesi con i grillini va esclusa. Altra questione è la richiesta di elezioni e di legittimazione popolare». Con la legge elettorale alla Camera, pensa che ci sarà una svolta? «Sono curioso di leggere la sentenza della Corte costituzionale. Credo che la legge si debba fare al Senato, tenendo conto di quello che la Consulta scriverà. Ritengo grave e sconcertante che la Corte abbia votato per il ritorno al Mattarellum, almeno così si è letto e sentito dire. Se la Corte avesse fatto una cosa del genere, proponendosi come assemblea legislativa, sarebbe una cosa molto grave che non è in linea con la legge. Poi, per fortuna, questo proposito è stato sconfitto 8 a 7, per cui non c’è stato il ritorno al Mattarellum. Tuttavia credo sia gravissimo il tentativo che la Corte avrebbe fatto di ergersi a sede legislativa quando non lo è. Di questo se ne parla poco, ma credo che sia un’illegalità molto grave, che meriterebbe approfondimenti». Sarebbe d’accordo al ritorno del Mattarellum? «No». Quindi l’unica possibilità è l’iter per una nuova legge elettorale? «La legge elettorale si deve fare. Vediamo la sentenza che indicazioni dà. Tra le scelte che sono in campo, io personalmente sono contrario al Mattarellum, ma non è che la devo fare io da solo la legge elettorale». IntelligoNews ha appena sentito il vicepresidente della Camera Di Maio, del M5S, che punta al ritorno immediato del Mattarellum e guarda alle europee di maggio come possibile data per le elezioni. Quindi il Mattarellum potrebbe essere… «Non conosco Di Maio. Non so chi sia». Di Maio è il vicepresidente della Camera, grillino. «Non lo conosco». Diciamo: ‘la voce grillina’ che abbiamo sentito oggi… «Non lo so. Noi faremo la nostra proposta e io sono contrario al Mattarellum. Punto». Berlusconi ha già fissato l’orizzonte alle europee di maggio. «Io sono per il presidenzialismo. Si deve fare una norma che consenta ai cittadini di scegliere chi governa. Credo sia più importante questo che la legge elettorale in sé». Guardando a maggio, ci sarebbero i tempi per questa riforma costituzionale? «Vediamo. Se alcuni non la vogliono fare per principio lo dicano subito e, a questo punto, trasferiamo il quesito agli elettori». Con un referendum? «Anche con le elezioni». Con questa legge elettorale? «Aspettiamo la sentenza. Ci sono delle cose che vanno fatte, tra cui la legge elettorale. Io partirei dall’elezione del governo e col presidenzialismo. Ma se alcuni dicono che non lo faranno mai, allora è inutile perdere tempo: si vada al voto, si facciano gli aggiustamenti indispensabili alla legge elettorale e poi ci si presenti alle elezioni ognuno con il proprio programma. Ma così ci stiamo proiettando verso il programma di un’eventuale campagna elettorale. Ad ogni modo, io sono contro l’ipocrisia e le perdite di tempo».
autore / intelligo
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