Borghezio (Lega): "Alleanze a Roma? Lavoro all'antidoto riciclati. Prima di Natale il mio incontro con professori disponibili"

09 dicembre 2014 ore 12:50, Lucia Bigozzi
Borghezio (Lega): 'Alleanze a Roma? Lavoro all'antidoto riciclati. Prima di Natale il mio incontro con professori disponibili'
“Prima di Natale un vertice con gli intellettuali di Roma per mettere a punto un piano operativo”. Mario Borghezio, europarlamentare della Lega anticipa a Intelligonews la road map tracciata da Salvini per individuare un sindaco leghista in caso di elezioni anticipate. Voi proponete un sindaco leghista per Roma: come lo scieglierete. E con quali alleanze? «Sulle alleanze sarà il segretario a dire l’ultima parola. Quello che dico io è che ci sono forti e importanti adesioni da moltissimi ambienti, settori della società civile di Roma. Quindi, credo non sarà difficile trovare la persona giusta. Io sto organizzando un incontro che avverrà prima di Natale con un gruppo di intellettuali, cattedratici, professori delle prestigiose università romane, tutte persone della società civile che forse questo scandalo ha risvegliato. Ne verificheremo la disponibilità ed è un passaggio che ritengo essenziale anche come antidoto al rischio, sempre presente in tutt’Italia, del tentativo di riciclarsi da parte di certi personaggi che magari non coinvolti con gli ambienti oggi sotto i riflettori, sono comunque stati contigui a questo sistema che l’inchiesta ha portato alla luce». Si riferisce a esponenti dei partiti del centrodestra? Esclude alleanze con Fi o Ncd? «Tutte le decisioni sulle alleanze spettano al segretario. Io dico che la scelta di certi personaggi va fatta avendo come punto di riferimento un concetto fondamentale che sintetizzo così: no riciclati». Il prefetto di Roma oggi incontra il sindaco e i rumors tornano a evidenziare l’ipotesi di scioglimento del consiglio comunale. Secondo lei Marino si dovrebbe dimettere prima che un eventuale decisione possa essere assunta? «Se Marino avesse dato subito le dimissioni avrebbe fatto migliore figura, così come se le rassegnasse adesso. Oggi sembra un politico circondato da un sistema che le indagini stanno evidenziando. E di fronte a un’opinione pubblica ipersensibilizzata e giustamente incaz… nei confronti della casta, non è un modo efficace di tutelare la propria immagine. Visto che è appassionato di bicicletta, potrebbe andare a farsi un giro nei bellissimi laghi intorno a Roma e respirare aria più pura dell’aria politica che si respira in Campidoglio». Secondo quanto scrive il Fatto Quotidiano, Carminati sarebbe “riemerso” grazie a tre indulti. Secondo lei questo strumento va rivisto a livello parlamentare? «Io valuto come ho sempre valutato questa sorta di ‘premi’ che un certo buonismo nazionale ha in qualche modo sostenuto, a volte in maniera discreta, altre in maniera sfacciata». Secondo lei l’indulto va rivisto o cancellato? «L’indulto è una di quelle pratiche che, ove applicata, va fatta col contagocce e verificando bene tutti i reati, la cui reiterazione, largamente prevedibile può favorire i ladroni della politica. Chi ruba un pezzo di formaggio in un supermercato perché ha fame – italiano o straniero che sia – può essere perdonato; chi ruba alla cassa di tutti, ruba a tutti e non può avere sconti di pena». Il consigliere comunale dei Radicali Magi a Piazza Pulita ha dichiarato che Buzzi frequentava il consiglio comunale e si intratteneva con molte persone, al punto che lui lo aveva scambiato per un dipendente comunale. Come commenta? «Diciamo che Buzzi faceva parte “dell’arredamento politico” del Campidoglio e quindi era normale che molti – compresi voi giornalisti – potevano scambiarlo per un addetto ai lavori. Non è scusabile invece, per chi ci teneva contatti che non può venire a dire che non si era accorto di nulla. Ricordo un episodio…». Quale? «Come commissione parlamentare europea facemmo una visita in un campo nomadi di Roma e mi ricordo bene lo sguardo stupito dei giornalisti di fronte a una mia telefonata in cui alzavo il tono della voce chiedendo da parte del Comune un intervento perché quel campo era in condizioni impresentabili. All’epoca era sindaco Alemanno. E’ incredibile che da un lato la sinistra in Europa facesse la guerra a Maroni ministro perché, dicevano loro, voleva schedare i bambini rom; dall’altra a Roma intrattenesse rapporti con un personaggio come Buzi». E quale fu la risposta del Comune? «Mi assicurarono che erano in procinto di intervenire, ma la scena era esattamente quella che avete fatto vedere in questi giorni voi giornalisti con i vostri reportage. Voglio dire che queste cose erano sotto gli occhi di tutti e non si può pensare che tutti ignorassero o non sapessero. Noi abbiamo sempre sostenuto che i soldi spesi per i campi rom era come buttarli dalla finestra. Aggiungo infine che le lamentele dei rom sono alquanto discutibili dal momento che tutta l’immondizia nella quale vivono non l'ha portata lì il Comune. Non voglio generalizzare, ma molti di loro hanno un modo di vivere che è molto vicino al degrado».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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