Renzi canta e Standard & Poor ce le suona. L'informazione, quella vera

09 giugno 2014 ore 10:04, intelligo
Renzi canta e Standard & Poor ce le suona. L'informazione, quella vera
di Luca Lippi Il progresso a volte corre talmente veloce che si fatica a salire sul treno che ne rappresenta l’incedere, ma da qui a retrocedere l’informazione pubblica a livelli di oscurantismo sembra oggettivamente esagerato. Alcuni telegiornali nazionali, altri hanno ignorato la notizia, riportano più o meno questa informazione: S&P promuove il governo Renzi, ma il rating resta invariato. Non è così. Standard & Poor è l’agenzia da rating più famosa del mondo. Per far capire meglio, il Rating è il voto, mentre l’Outlook è la previsione o la tendenza che dire si voglia. Poiché la differenza fra una bugia o una cosa volutamente non detta, equivale a una menzogna, per differenziarsi dalla massa basta dire le cose nude e crude come sono, in modo tale che le sorprese (tutte inesorabilmente negative) si riducono al minimo. Il rating, che è il “dove siamo”, era BBB che tradotto per i non tecnici significa galleggiare nella fascia medio/bassa, l’Outlook, che è il “dove stiamo andando”, era negativo, cioè scivoliamo velocemente in fase peggiorativa. E’ successo che Standard & Poor ha confermato questa valutazione commentando che la crescita è desolatamente insignificante e che l’assenza di riforme per migliorare la nostra competitività sia la discesa per il baratro. Per sicurezza, abbiamo controllato anche il giudizio riservato all’Irlanda (Paese che attraversa le medesime difficoltà dell’Italia ma con un governo diverso e non incensato sproporzionalmente come il nostro), l’Irlanda era a BBB+ (meglio di noi ma non ci voleva molto) ed è stata promossa con A- e un Outlook positivo. Controllato che il controllore è giusto, perché gli organi d’informazione nazionali vogliono farci credere una situazione diversa da quella reale? Se Renzi ha bisogno della stampella dei media perché non si dice chiaramente che il governo è claudicante, senza fornire false speranze a un popolo già dilaniato dalle menzogne del tipo “ristoranti pieni” e amenità simili? Siamo stati bocciati, questa è la realtà, e nonostante le slides e gli 80€ e, soprattutto il 40% del 52% degli elettori di consenso, è del tutto insignificante, al punto tale che S&P ha chiaramente tradotto il tutto in “non cambia niente”. Stiamo solo perdendo tempo, e dobbiamo assistere all’idolatria di un uomo, prossimo a rimanere bruciato, con buona pace di servitori e lacchè da 80€ lordi il mese.  
autore / intelligo
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