Tifosi (milanisti, interisti, napoletani, genoani...) uniti per il razzismo

09 ottobre 2013 ore 16:25, intelligo
di Micaela Del Monte.
Tifosi (milanisti, interisti, napoletani, genoani...) uniti per il razzismo
Uniti per il razzismo.
Sì, per il razzismo e non contro, con il risultato di avere tutti gli stadi vuoti per solidarietà alle squadre che si sono viste squalificare il campo e soprattutto contro tutte quelle regole Lega, ConiUefa e Fifa contro il razzismo territoriale. Il perché lo ha spiegato il comunicato scritto dalla Curva Nord dell'Inter che ha ricordato la Costituzione della Repubblica Italiana con la citazione dell'articolo 2 (sulla riconoscibilità dei diritti inviolabili dell'uomo) e 3 (sulle pari dignità sociale davanti alla legge), per arrivare poi alla decisione di proporre iniziative popolari coordinate con altri tifosi, con i gemellati, con i rivali storici e con chiunque altro comprenda che quello che, secondo i tifosi nerazzurri, tentano di imporre agli ultras è soltanto perbenismo alieno. Così gli interisti si sono schierati a fianco dei tifosi del Milan, dimostrando solidarietà per quanto riguarda la squalifica del campo per i cori razzisti fatti contro la Juventus, e le iniziative si sono moltiplicate. Particolare è quella dei tifosi del Napoli che si sono volontariamente autoinsultati mostrando lo striscione "Napoli colera" per mettere alla prova le autorità calcistiche. In pratica l'insulto ha la stessa validità, secondo le nuove norme, a prescindere da chi lo esponga e per questo la Curva biancoceleste sarebbe sanzionabile e allo stesso modo squalificabile. Lo scopo era proprio questo, dimostrare quanto le leggi imposte a livello europeo siano insensate e superficiali. Allo stesso modo i tifosi dell'Inter hanno lanciato un appello a tutte le tifoserie italiane: " Auspichiamo che tutte le curve facciano cori discriminanti per arrivare ad una domenica di totale chiusura degli stadi". E così anche la Curva del Genoa ha risposto: "In certi casi l'essere ultras è l'unica cosa che ci accomuna, i nostri ideali bastano e avanzano a prendere una posizione, ovviamente dalla parte di chi subisce decisione al limite dell'assurdo. Stanno distruggendo il nostro mondo, ieri le trasferte, gli striscioni, oggi non siamo più liberi nemmeno di cantare così e sfottò che esistono da quando esiste il calcio. Vorremmo sapere dove sta l'insanità nel prendere in giro gli avversari". Per evitare degenerazioni è intervenuto direttamente il capitano della Juve e della Nazionale Gigi Buffon: "È chiaro che il confine fra campanilismo, sfottó, discriminazioni e offesa è sempre molto labile. Qui non è questione di cedere o darla vinta a qualcuno, io penso che l'aspetto primario e fondamentale è il bene del calcio e lo si apprezza di più nel momento in cui c'è una bella cornice di pubblico e quando una partita può anche essere accesa da rivalità. In uno stadio può capitare che una piccola minoranza possa offendere gli avversari in maniera anche forte, magari gli altri 50mila non si comportano così ma non fanno neanche niente per stigmatizzare queste iniziative". Dunque per Buffon non tutta la tifoseria che deve rimetterci in quello che è soltanto una mera dimostrazione di stupidità di alcune persone che a volte è semplicemente goliardia e ignoranza. Con questo non si vuole sottovalutare la questione del razzismo negli stadi, perché i "buh" sono sempre brutti e da punire, ma se la Lega calcio accusa un tifoso di razzismo territoriale sarebbe anche giusto che evitasse di vietare le trasferte ai "non residenti" di questa o quella città. Anche la Lega andrebbe squalificata allora? L'iniziativa nerazzurra è drastica e forse eccessiva, ma all'ipocrisia forse non si può che rispondere così...
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