Concia (Pd): «Renzi-Letta? L'unico asse è il Letta-Alfano. Ma il Pd ora si deberlusconizzi!»

09 ottobre 2013 ore 16:19, Francesca Siciliano
Concia (Pd): «Renzi-Letta? L'unico asse è il Letta-Alfano. Ma il Pd ora si deberlusconizzi!»
Anna Paola Concia
, abruzzese di ferro e membro della direzione nazionale del Partito Democratico analizza, intervistata da IntelligoNews, l'attuale situazione dentro e fuori il suo partito, buttando un occhio anche in casa Pdl. Parla di Matteo Renzi, del premier Enrico Letta (e del suo rapporto il suo vice Alfano), perfino di Massimo D'Alema. Ma non vuol più sentir nominare Berlusconi: «Politicamente parlando è al tramonto. Basta continuare a parlarne: deberlusconizziamoci!» Asse Letta-Renzi: c'è o non c'è? «Se fa riferimento al pranzo della scorsa settimana immagino sia normale che ci sia un dialogo tra i due. Renzi si sta concentrando sulla segreteria del partito e sulla fase congressuale che si aprirà a breve (venerdì, infatti, scadono i termini per la presentazione delle candidature). Dunque: che vi sia un dialogo tra il premier e l'uomo che potrebbe diventare il segretario del (suo) partito mi sembra sia una cosa assolutamente legittima». Accordo Letta-Renzi-D'Alema per spartirsi rispettivamente Presidenza del Consiglio, leadership del partito e presidenza del semestre italiano in Europa. Anche questo è legittimo o è fantapolitica? «Questa sì, mi sembra davvero fantapolitica! (ride) Noi italiani siamo un popolo “troppo” innamorato della dietrologia; ci appassionano più gli scenari e le supposizioni squisitamente politiche che la realtà dei fatti. Per come lo conosco io e da come vedo sta svolgendo il suo lavoro al fine di diventare segretario... non credo che Matteo sia incline agli “accordi” di questo tipo, non mi sembra proprio sia nelle sue corde. L'unico asse, qui, mi sembra essere un altro...». Il Letta-Alfano? «Esattamente, l'asse di governo». Stanno lavorando bene in tandem? (sospira) «Negli ultimi sei mesi effettivamente abbiamo avuto diversi “problemi” e fin troppi stop and go. Vedremo comunque come andranno avanti nei prossimi mesi, vedremo cosa uscirà fuori dalla legge di Stabilità, vedremo come si concretizzeranno tutte le proposte che hanno messo in campo finora, come le porteranno avanti. L'importante è che il leitmotiv sia “concretezza”». Partendo da...? «Dai problemi economici e occupazionali che sono enormi e tangibili: è su questi temi che dovrebbero lanciare dei segnali concreti. Mi sembra così scontato anche doverlo ribadire...». Proposta di indulto e amnistia lanciata da Napolitano. Anche secondo lei è una norma salva-Slvio? Il Pd, in questo momento, sembra si stia spaccando su questo tema. «Basta, basta, basta: deberlusconizziamoci! Ma è mai possibile che qualsiasi cosa accada vada letta in chiave berlusconiana? Di questo passo – mi conceda la battuta -  se abbassassero il prezzo della frutta e della verdura qualcuno dirà che sarà per favorire il Cavaliere (in riferimento all'intervista rilasciata da Francesca Pascale sulle spese gonfiate di casa Berlusconi, ndr). Disintossichiamoci da Berlusconi e dall'antiberlusconismo perché la situazione sta diventando paradossale. Tra l'altro, posso aggiungere una cosa?». Prego. «L'epoca di Berlusconi sta per finire, la sua carriera politica è al tramonto a partire dalla sua decadenza da senatore e dai servizi sociali. È oggettivo che il ciclo stia finendo e la mia impressione è che tutti quelli che in questi anni si son nutriti di pane e antiberlusconismo, siano spaventatissimi dall'ipotesi di non averlo più nell'agone politico, hanno paura che poi non ci sia più nulla di cui parlare». Non crede siano stati proprio alcuni esponenti del suo partito a favorire (e incrementare) l'antiberlusconismo in tutti questi anni? «Ma certo, è ovvio: il mio j'accuse, infatti, era rivolto anche a loro. Per questo ho detto che, dal momento che Berlusconi è sulla strada del tramonto. Ricominciamo a parlare dell'Italia. Serve a tutti noi!». Qual è la sua opinione sul'affaire che ha visto protagonisti Raoul Bova e Marrazzo, presidente del GayCentre? «Non credo che Fabrizio (Marrazzo, ndr) abbia voluto far riferimento direttamente a Raoul Bova; credo invece che le sue parole siano state travisate e “rigirate” sulla frase dell'attore. Mi sembra una non-notizia, un qualcosa sul quale non ha senso aprire un dibattito né innescare una miccia al fine di polemizzare. Tutto questo, comunque, non fa altro che aumentare i pregiudizi e non aiuta “la caus  
caricamento in corso...
caricamento in corso...