Primo round in Giunta: il Pdl prende tempo tra pregiudizi e pregiudiziali

09 settembre 2013 ore 17:45, intelligo
Primo round in Giunta: il Pdl prende tempo tra pregiudizi e pregiudiziali
Avanti, piano. Il Pdl prende tempo e gioca le sue carte tra Lussemburgo e Strasburgo. Il Pd non vuole lungaggini. Primo round nella Giunta per le autorizzazioni a Palazzo Madama: nel giorno del relatore, il relatore Andrea Augello non relaziona ma pone tre questioni pregiudiziali sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.
  E su questo si apre la partita Pd-Pdl. Tutto ruota attorno alla retroattività della legge Severino (prevede, appunto, la decadenza e l’ineleggibilità per i condannati in via definitiva). Augello propone un rinvio di tipo interpretativo alla Corte di Giustizia europea di Lussemburgo, con un iter accelerato. Per il senatore Pdl ci sono gli estremi affinchè la Giunta chieda un parere alla Corte di Giustizia europea per verificare se la legge Severino viola i diritti comunitari. Le altre pregiudiziali riguardano la verifica dell’ammissibilità di un ricorso alla Corte Costituzionale e la possibilità di sollevare l’eccezione di costituzionalità direttamente su dieci profili indicati dal relatore. Si va avanti con la discussione sui punti sollevati ma è qui che si gioca il primo round della partita (politica) tra Pdl e Pd. Il partito di Epifani chiede e ottiene che il voto sulle pregiudiziali equivalga al voto sulla relazione (che a questo punto probabilmente non ci sarà). Una mossa tattica per ridurre e contingentare il tempo sul quale, invece, i senatori berlusconiani contano. Se il senatore dem Felice Casson non va per il sottile e boccia l’auspicio di Augello ad esaminare il dossier su una base giurisdizionale (“ma quale organo giurisdizionale, noi siamo senatori eletti, siamo un organo politico”), la collega di partito e di scranno Stefania Pezzopane non sembra chiudere la porta all’ipotesi di un rinvio anche se ribadisce la linea del Nazareno: niente disponibilità ad un rinvio che non abbia senso. E il rinvio senza senso, sta nell’attesa dei tempi entro i quali la Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo si pronuncerà. Tempi lunghi, come da prassi (si parla di dodici-ventiquattro mesi) che, secondo il ragionamento dei piddini, non può bloccare né rallentare l’iter dei lavori della Giunta. Da Roma a Milano. Dove è stata fissata per il 19 ottobre l'udienza del processo d'appello bis con il quale i giudici dovranno ricalcolare l'interdizione dai pubblici uffici a carico di Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva sulla compravendita dei diritti tv. L’udienza sarà davanti alla III Corte d'Appello di Milano. La Cassazione due mesi fa ha confermato per l'ex premier la condanna a 4 anni per frode fiscale - di cui tre coperti da indulto - ma ha disposto l'annullamento con rinvio per quanto riguarda il periodo dell'interdizione dai pubblici uffici. Proprio quella che dovrà essere ricalcolata. Tra pregiudizi e pregiudiziali, il primo round si chiude con un rinvio. Ma la partita è appena iniziata.
autore / intelligo
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