Scissione Pd, Civati: "D'Alema interlocutore? Ovvio. Ma non seguiremo i leader di ieri"

01 febbraio 2017 ore 12:19, Adriano Scianca
“#DAlema? Può essere un interlocutore”. Parola di Stefano #Fassina, che apre all'ex premier e smuove così l'ambiente alla sinistra del Pd. “Chi fa il mio percorso è un interlocutore”, spiega Pippo #Civati, che da tempo ha creato la piattaforma Possibile. E a IntelligoNews spiega: “Avanti con chi ci sta, ma senza affidarci ai leader di ieri”.

Scissione Pd, Civati: 'D'Alema interlocutore? Ovvio. Ma non seguiremo i leader di ieri'

Civati, cosa pensa dell'apertura di Fassina a D'Alema?

«Registro che dopo anni di attesa, di messaggi, di segnali, c'è un passaggio un po' più forte. Io questa questione me la sono posta e l'ho risolta due anni fa, mi fa piacere che ora siano altri a venire sulla mia posizione di un'insostenibilità del Pd, della necessità di fare qualcosa d'altro e di porre il problema senza troppi tatticismi. È naturale che tutti quelli che fanno il mio stesso percorso sono degli interlocutori. È ovvio».

Prima del ciclone Renzi, però, D'Alema era mal visto da molti, a sinistra.

«Non sto dicendo che dobbiamo sostenere D'Alema. Non sono mai stato dalemiano, ho fatto un congresso del Pd candidandomi alla leadership, mentre D'Alema sosteneva Cuperlo, sono prospettive storicamente diverse. Possono però arrivare sulla stessa posizione politica. Le cose che D'Alema dice sulla globalizzazione, su Blair, su tante altre cose io le sostengo da tempo, quindi è lui che ha cambiato idea». 

Quali sono i paletti entro cui si deve muovere la “Santa Alleanza” anti-Renzi?

«Prima di parlare di alleanze, come se fosse una cosa già fatta, ci andrei piano. Oggi, per esempio, Emiliano sull'Unità racconta una storia diversa, con un'intervista molto.... “piddina”. Quello che posso dire è che prima di un'alleanza c'è bisogno di un progetto di governo e di capire chi lo condivide. È il lavoro che stiamo facendo noi con Possibile. Ne abbiamo parlato anche sabato a Parma. Quello che serve non è la riproposizione di ciò che era prima di Renzi e nemmeno una contrapposizione con Renzi. C'è bisogno di qualcosa che parli delle scelte giuste da fare per il Paese. Chi vuole partecipare è benvenuto». 

È prematuro immaginare oggi uno scenario per le elezioni? Lei ha in mente come posizionarsi?

«C'è il nostro progetto, c'è Possibile. Faremo una tre giorni a Roma all'inizio di marzo, invitando tutti i soggetti interessati per provare a scrivere un percorso verso le elezioni. Per me è più importante la sostanza delle formule. Io sono molto soddisfatto di quello che stiamo facendo e andremo avanti con chi ci sta, senza primogeniture ma anche senza affidarci al leader di ieri o dell'altro ieri. Abbiamo una nostra presa di posizione da tempo»
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