Columbus Day cancellato, Fusaro: ''Barbarie che avanza. Perché aveva ragione Marx''

01 settembre 2017 ore 12:35, Stefano Ursi
Negli Usa è in corso una vera e propria guerra alle statue di Cristoforo Colombo: da Detroit, a Baltimora, passando per Columbus e San Jose, fino a Yonkers dove un busto di gesso del navigatore scopritore dell'America su Columbus Park è stato decapitato. A LA Il Columbus Day è stato abolito e a New York, è il sindaco Bill De Blasio ha inserito il monumento a Colombo, in Columbus Circle, nell'elenco dei monumenti da abbattere perchè, dice, è ''discriminatorio''. Il tutto, si legge, perché la figura del navigatore ricorderebbe, secondo chi porta avanti le iniziative, il genocidio dei nativi operato poi dai conquistadores. Su questo IntelligoNews ha sentito il filosofo Diego Fusaro.

Columbus Day cancellato, Fusaro: ''Barbarie che avanza. Perché aveva ragione Marx''
Diego Fusaro
Statue rimosse o decapitate, Columbus Day cancellato. Che succede negli Usa?

''Quando si cominciano a decapitare e rimuovere le statue è il simbolo della barbarie che avanza: abbiamo visto nella Russia post 1989 quando si sono iniziati a rimuovere i busti di Lenin e lo vediamo ora negli Stati Uniti d'America, dove assistiamo ad un analogo processo di cancellazione delle vestigia storiche. Quando si cancellano la storia e il ricordo, ribadisco, è la barbarie che avanza''.

Quando i Talebani abbattevano i Buddha o l'Isis distruggeva le vestigia mesopotamiche si è parlato di barbarie e di distruzione della storia. Oggi, molti si chiedono, il discorso che viene fatto è diverso.

''Ceramente, perché ormai vi siamo avvezzi. I crimini sono tali quando sono compiuti da quelli che la monarchia del dollaro considera propri nemici, quando è essa stessa a compierne diventano gesti benefici e in quanto tali positivi. Lo abbiamo visto e continuiamo a vederlo''.

De Blasio, Obama, Trudeau sono, secondo lei, prodotto di un sistema che vuole cancellare le radici di una civiltà? E in sostegno di quali diritti e pensiero?

''Essenzialmente questo tipo di personaggi, che sono prodotti in vitro del mondialismo capitalistico, mirano a distruggere tutti i simboli delle radici, delle culture e delle identità e in generale di tutto ciò che non è assimilabile al tecnocapitalismo globale, a favore degli unici simboli consentiti: quelli delle marche capitalistiche oggi in voga. È questa la tendenza a cui dobbiamo abituarci. Del resto si fanno oggi battaglie per togliere i crocifissi nelle scuole o il velo alle donne islamiche, ma si è mai avuta contezza di battaglie per togliere i simboli delle marche o degli abiti griffati degli studenti?''

Distruggendo le radici del passato e della storia, verso che società andiamo?

''Verso una società neo-orwelliana, sempre più polarizzata fra una ristretta cupola di apolidi signori della finanza mondializzata e da una massa neo-plebea multicolore di individui privati di ogni coscienza, identità, spirito antagonistico e critico. Si sta avverando, purtroppo per noi, la profezia di Karl Marx: la polarizzazione capitalistica sempre più oscena e sotto il segno della disuguaglianza''.

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autore / Stefano Ursi
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