Berlusconi salva 5 agnelli, Martani (vegana): "Finalmente, ha coraggio. La Pasqua alternativa"

10 aprile 2017 ore 12:26, Americo Mascarucci
Silvio Berlusconi ha aderito alla campagna della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente su invito della presidente Michela Vittoria Brambilla. Il leader di Forza Italia ha sottratto a morte certa cinque agnellini, pronti a finire su qualche tavola. E l’opinione pubblica si divide fra chi ritiene il gesto di Berlusconi una mossa propagandistica utile per guadagnare consensi e chi lo accusa di mancare di rispetto a tanti italiani che amano la tradizione e non possono fare a meno dell’agnello a Pasqua. Intelligonews ha chiesto un commento in merito a Daniela Martani ex concorrente del Grande Fratello e soprattutto convinta vegana. 
Berlusconi salva 5 agnelli, Martani (vegana): 'Finalmente, ha coraggio. La Pasqua alternativa'

Quella di Berlusconi è una mossa propagandistica oppure ci vede della buona fede?

"La considero una grande apertura del presidente Berlusconi e credo sia stata fatta in buona fede. In Italia siamo circa sette milioni fra vegetariani e vegani, quindi farà probabilmente piacere ad una larga fetta di elettorato sapere che Berlusconi è contro l'agnello a Pasqua. Ma ripeto, non ritengo sia fatta per attirare voti. La considero una presa di coscienza reale e anche una scelta coraggiosa considerando il gran numero di persone che contrasta questa scelta etica. Chi si schiera in favore degli animali da reddito si attira l’odio dei carnisti".

Eppure molti italiani all'agnello non vogliono rinunciare anche per rispetto della tradizione. Perché colpevolizzarli?

"Quella di uccidere agnelli a Pasqua non è una tradizione, è una barbarie. La tradizione è una balla inventata dalla società carnista che ha interpretato a suo modo un messaggio cristiano e cattolico senza nessuna attinenza né con la religione né con la tradizione. E’ mostruoso massacrare milioni di agnelli soltanto per bandire una tavola. Quella di sacrificare animali è un'usanza pagana non cristiana". 

Però mi scusi, c'è anche un mercato dietro la vendita degli agnelli. E' giusto penalizzare quanti commerciano in carne ovina?

"Le ricordo che esistono le riconversioni aziendali. Anche chi vendeva dischi ha subito un danno con l'introduzione degli Mp3 ma sono stati  trovati degli escamotage. Possono diventare agricoltori, vendere fagioli o lenticchie. Poi comunque bisogna capire che la scelta etica è destinata ad affermarsi sempre di più nella società. Diventeranno sempre di meno le persone che mangeranno agnelli a Pasqua. Bisogna ripensare questo meccanismo, quindi prima ci si adegua e meglio è".

Se dovesse consigliare un'alternativa, cosa metterebbe a tavola il giorno di Pasqua al posto dell'agnello?

"Il problema non è sostituire l'agnello. Io non sono a favore delle tradizioni, non sopporto le persone che ripetono sempre le stesse cose ogni anno. Sembriamo dei robot, o peggio degli alieni, che fanno tutti le stesse cose nello stesso momento sulla base di assurde convinzioni che chiamiamo tradizioni. Vedo molta schizofrenia riguardo al cibo. Non è necessario abbuffarsi un giorno all'anno per poi stare a digiuno il giorno dopo perché si è mangiato troppo. Di alternative se ne possono trovare tante. Una bella lasagna e poi magari degli hamburger e dei polpettoni ma di verdura".  
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