Festa della Polizia, Tonelli: "Mancano controllo territorio e addestramento anti-terrorismo. Per il resto ok Minniti"

10 aprile 2017 ore 15:35, Marta Moriconi
''Viviamo tempi difficili, abbiamo avuto in passato altri momenti complicati, ma mai come questi''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti intervenendo alla celebrazione del 165° anniversario dalla fondazione della Polizia di Stato. Il riferimento è alla minaccia terroristica che incombe sull'Europa e sul mondo e che vede anche l'Italia nel mirino. Minniti ha tuttavia ribadito che per gli italiani non sarà una Pasqua blindata anche se ci sarà un maggiore controllo del territorio. Per il Ministro resta fondamentale la "cooperazione strategica in chiave preventiva, con il tessuto connettivo della nostra società cercando di coniugare sicurezza e libertà dei cittadini. Questo nella consapevolezza che, comunque, il sistema-Paese della sicurezza ha funzionato nel corso degli anni anche per l'imprescindibile contributo fornito dalle forze di polizia e dal coordinamento che si è sviluppato tra di esse". Ma come è oggi l'effettiva stato della sicurezza in Italia? Le forze di Polizia sono adeguatamente equipaggiate per far fronte alla minaccia terroristica? 
Intelligonews lo ha chiesto al segretario generale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli. 
Festa della Polizia, Tonelli: 'Mancano controllo territorio e addestramento anti-terrorismo. Per il resto ok Minniti'

Il Ministro Minniti riconosce il grande sforzo fatto dalle forze di Polizia nel campo della sicurezza. Ma voi siete davvero soddisfatti?

"Rispetto alla precedente gestione, quella targata Alfano-Pansa, possiamo dire di avere oggi un sostegno, un aiuto morale e anche un soccorso nel caso in cui ve ne fosse bisogno da parte della gestione Minniti-Gabrielli. Da quando io un anno fa ho fatto lo sciopero della fame per denunciare le criticità del sistema sicurezza non è cambiato nulla. Faccio mie le parole pronunciate dal Capo della Polizia Gabrielli in audizione alla Camera dove ha rilevato che mancano 45mila uomini alle forze di sicurezza di cui 18 mila nella Polizia di Stato. La mancanza del turn over negli anni passati ha portato ad un invecchiamento del personale in servizio, per cui le questure sono oggi composte da uomini che vanno dai 48 ai 52 anni. Queste sono situazioni deplorevoli".

Con questi numeri come si può quindi garantire effettiva sicurezza?

 "Con questi numeri la diretta conseguenza è la paventata chiusura di 54 uffici di polizia postale quando andrebbe invece incrementata la lotta al cyber-crimine, ma non è tutto. Hanno chiuso 17 uffici di polizia stradale, ne vorrebbero chiudere altrettanti di polizia ferroviaria per arrivare ad oltre 200 uffici soppressi per mancanza di personale. Ha ragione il ministro Minniti a dire che si deve fare controllo del territorio. ma questo si fa con gli uomini e oggi il 40% del controllo del territorio è diminuito proprio per mancanza di uomini e di volanti C’è una volante ogni 150mila abitanti a Roma e sul territorio nazionale, manca il 40% delle volanti rispetto a 10 anni fa. In Sicilia nell'esercito antimafia mancano 4000 uomini: ne mancano 2000 all'esercito antimafia in Puglia e altri 1700 in Calabria. Se vogliamo parlare di controllo del territorio dobbiamo mettere mano al portafoglio e riacquistare quei 45mila uomini che abbiamo sacrificato sull'altare della spending review"

La Svezia dice di avere 3000 persone da espellere ma di non avere i mezzi e le possibilità per farlo. Da noi com'è la situazione?

"Si riesce ad espellere i clandestini se c’è la collaborazione del paese straniero che accerta la nazionalità dell’espulso. A mio giudizio sarebbe però molto più utile non farli entrare. Sbagliato andarli a prendere sulle coste libiche. Oggi il ministro Minniti ha detto una cosa che io condivido in pieno, ossia che c'è c’ un limite all'accoglienza determinato dall’integrabilità. C’è la possibilità di integrarli? A mio giudizio no, e questo già da molti anni. Per fare integrazione serve avere le risorse per fronteggiare le esigenze dei migranti ed inserirli pienamente nel nostro tessuto economico, sociale e culturale. Credo che il limite dell'integrabilità sia stato abbondantemente superato". 

Quindi è necessario andare oltre le espulsioni?

"Bisogna potenziare e rendere effettiva la strategia delle espulsioni oggi molto blanda ma bisogna far soprattutto in modo che queste persone non arrivino. Se a largo delle coste libiche intercetto un barcone di 300 persone è giusto che le salvi, ma poi però devo riportarle in Libia non trasportarle in Italia" 

Dopo i fatti di Stoccolma siete in massima allerta?

"Quella non manca mai, ma siamo sempre lì. Il controllo del territorio si fa incrementando l'organico della Polizia ma poi queste persone devono anche essere adeguatamente addestrate. Al reclutamento degli uomini deve far seguito l’addestramento e per fare questo ci vogliono le risorse. E’ dai tempi di Charlie Hebdo che dico che non siamo stati mai addestrati sui bersagli in movimento. Se facciamo entrare in Italia gente come "Igor il russo" preparato militarmente ad uccidere, dobbiamo fare in modo che le forze di Polizia siano addestrate per difendersi nel migliore dei modi. Cosa che oggi purtroppo non avviene". 

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