Donne e social, il prof. di estetica Zecchi: "Argento Vs Meloni e Balivo Vs Leotta: chi boccio"

10 febbraio 2017 ore 14:05, Andrea De Angelis
Balivo (con scuse) contro Leotta da una parte, Argento contro Meloni (con risposta) dall'altra. Nelle ultime 48 ore estetica e donne si sono affrontate sui social e l'opinione pubblica si indigna e si interroga. IntelligoNews ha chiesto un parere al professor Stefano Zecchi, ordinario di estetica presso l’Università degli Studi di Milano con il quale ha anche parlato del giorno del ricordo delle foibe che si celebra oggi, 10 febbraio...

Balivo attacca Leotta per l'abbigliamento a Sanremo, nessuna risposta dalla giornalista e poi le scuse della conduttrice. Ancora una volta una donna vestita in modo succinto non può parlare di rispetto del corpo delle donne e di privacy, oppure in certi momenti l'abito conta eccome? Chi ha ragione?
"Paradossalmente hanno ragione entrambe. Il dato è questo: l'abbigliamento è un linguaggio, la moda è un linguaggio. Se io vado in giro vestito non come comunemente faccio, ma con una canottiera, un giaccone di pelle e una cintura borchiata, magari possono davvero chiedermi se ho cambiato il modo di pensare. Questo è naturale. L'altro aspetto, e questo mi fa dire che le due posizioni possono essere condivise, è che ognuno può vestirsi come vuole ed ha il diritto di essere rispettato".

Possiamo dire che a volte il linguaggio verbale contrasta con quello non verbale?
"Non direi esattamente questo. L'abito comunica qualche cosa che nella nostra società viene codificato, ma non sempre nel modo migliore. Di certo il fatto che esista una comunicazione. L'altra questione è che comunque una persona va rispettata per le sue scelte". 

Qualunque esse siano.
"Naturalmente col beneficio dell'inventario". 

Donne e social, il prof. di estetica Zecchi: 'Argento Vs Meloni e Balivo Vs Leotta: chi boccio'
Se entro nuda in Chiesa...
"Esatto. Il principio è questo: non facciamo gli ipocriti perché da un lato l'abbigliamento è un linguaggio esplicito, dall'altro però ognuno di noi ha diritto di essere rispettato per quello che è. Quindi è un po' una disputa complessa, che rispecchia la nostra società". 

Intanto il termine "fascista" rimbalza sui social per una polemica tra Asia Argento e Giorgia Meloni. L'attrice ha fotografato la politica al ristorante, scrivendo come didascalia: "Schiena lardosa di una ricca e spudorata - Rendiamo l’Italia grande ancora - Fascista vista al pascolo". La risposta di Meloni: "Mi ha molto colpito che abbia parlato della mia 'schiena lardosa'. Lo pubblico per dire a tutte le donne che hanno partorito da pochi mesi e che per dimagrire non usano la cocaina di non prendersela se qualche poveretta fa dell'ironia sulla loro forma fisica. Valeva la pena mille volte di prendere qualche chilo". Come commenta?
"In questi casi la stupidità regna sovrana, neanche starei a dilungarmi. Il termine fascista oggi è sempre offensivo, in questo caso poi si associa alla posizione politica di destra della Meloni che ovviamente fascista non è. Direi che nell'insieme è una grande manifestazione di maleducazione e di cattivo gusto. La cosa finisce lì".

Il termine fascista ci rimanda anche a quella damnatio memoriae che per anni ha impedito all'Italia di parlare delle foibe, fino alla legge che nel 2004 ha istituito il giorno del ricordo ogni 10 febbraio. Che memoria ha dei toni usati per quel massacro? La legge del 2004 è stata vincente?
"Sicuramente è stata una scelta vincente l'istituzione di questo giorno del ricordo, anzi è arrivato con grande ritardo. Purtroppo non viene rispettato come dovrebbe essere nelle nostre scuole, c'è ancora molto da fare. I miei ricordi sono quelli di un bambino davvero piccolo, quando vedevo a Venezia arrivare queste motonavi che scaricavano povera gente quasi fosse delle cose. Persone che andavano via dalle loro terre lasciando tutto, proprio tutto perché volevano rimanere italiane. Persone accolte nel modo peggiore, perché si supponeva lasciassero lì i propri averi, andando via da questo paradiso che era il comunismo jugoslavo. Non potevano che essere delinquenti, qualcuno che doveva nascondere delle cose alla giustizia. Questa comunità di italiani straordinaria, molto operosa è stata tradita due volte: nella sua terra d'origine e poi in Italia, accolta generalmente in modo molto crudele. Oggi io spero che soprattutto nelle scuole ci siano degli insegnanti che abbiano la sensibilità per ricordare loro questa giornata". 


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