13enne tolto alla madre, Adinolfi: "Dai media caso di post-verità con effetto senso di colpa"

10 gennaio 2017 ore 13:38, Andrea De Angelis
Il Tribunale dei Minori di Padova ha allontanato un 13enne dalla madre perché "tende in tutti i modi ad affermare che è diverso e ostenta atteggiamenti effeminati in modo provocatorio". La vicenda del giovane allontanato dalla famiglia in quanto il suo mondo risulta "legato quasi esclusivamente a figure femminili" è stata riportata dal quotidiano Il Mattino di Padova e sta suscitando molte polemiche.
Anche perché i titoli sono su quegli "atteggiamenti effeminati", ma come riportano sempre i quotidiani i trascorsi del giovane non sono certo facili. Sul padre del ragazzo pende un'accusa di abusi sessuali poi confluita in un'assoluzione anche se la sentenza recita testualmente: "Non c'è motivo di dubitare dei fatti raccontati dal bambino", come ricorda TgCom24. E proprio in seguito a questa triste vicenda, spiega il quotidiano, il ragazzo era stato affidato a una comunità diurna presso la quale stava dalle 7 alle 19. Da qui era partita una segnalazione ai servizi sociali da parte del personale della struttura che aveva notato i suoi atteggiamneti effeminati. E ora arriva la seconda sentenza che, appunto, lo allontana dalla famiglia. 
IntelligoNews ne ha parlato con Mario Adinolfi, direttore de La Croce Quotidiano e leader de Il Popolo della Famiglia...

I giornali titolano del tredicenne allontanato per gli atteggiamenti effeminati, ma andando a vedere nel recente passato del giovane emergono anche presunti abusi sessuali. Forse titoli troppo a effetto, si dimentica una storia più articolata e grave alle spalle? Una narrazione dei fatti parziale?
"Certamente è così. Il famoso dibattito tra verità e post-verità non è quello che viene un po' descritto banalmente sui giornali come il tempo in cui vengono spacciate le bufale attraverso il web. Il vero problema dell'analisi della verità è che la post-verità è diventata nient'altro che una verità che viene spacciata attraverso un cordone sanitario fatto di senso di colpa collettivo rispetto ad alcuni temi". 

13enne tolto alla madre, Adinolfi: 'Dai media caso di post-verità con effetto senso di colpa'
Si spieghi meglio. 
"Pochi giorni fa abbiamo vissuto un'esperienza esemplificativa. La miss con i tratti nigeriani eletta miss Helsinki. Era sì stata eletta miss Helsinki, ma sicuramente i tratti somatici erano meno gradevoli di quelli delle altre concorrenti che ho visto raffigurate nelle fotografie. Cosa succede quando vuoi costruire la post-verità? Prendi un elemento di verità, l'elezione della ragazza a miss Helsinki, metti un elemento da senso di colpa collettivo, ovvero il razzismo, e nel momento in cui provi ad affermare che era più giusto che vincesse il titolo la ragazza bionda scatta il censore collettivo che ti dà del razzista". 

Venendo alla vicenda del tredicenne?
"Sicuramente è stato tolto alla madre, ma occultano il dato fondamentale degli abusi sessuali che hanno fatto scattare procedimenti giudiziari e titolano semplicemente su quel meccanismo di, diciamo così, disforia di genere in modo che scatti quel meccanismo di senso di colpa collettivo. E se lo contesti sei omofobo". 

Mi sta dicendo che è una verità parziale?
"Non solo siamo a un caso di verità parziale, ma al fatto che venga eretta sull'altare di verità sostanziale. Non si toglie un ragazzino di tredici anni a un genitore perché è effeminato. Lo si toglie in un contesto complessivo dove probabilmente per quel bambino la situazione è diventata non più salubre". 





caricamento in corso...
caricamento in corso...