Microbi africani, il virologo Aiuti: "Vaccinare tutti, anche immigrati"

10 maggio 2017 ore 16:05, Andrea De Angelis
Aver eliminato funghi, batteri, microbi sta contribuendo all'esplosione di malattie auto immuni, infiammazioni, allergie. Lo scrive Rossi su La Stampa, citando quanto spiegato da Carlotta De Filippo, microbiologa all’Istituto di Biologia e biotecnologie agrarie del Cnr di Pisa. Per questo, si legge sempre nell'articolo odierno, "siamo diventati fragili" e "meno ricchi". Una ricchezza che potremmo però ricavare dalla grande migrazione dall'Africa. "Essa - si legge nell'articolo - potrebbe celare tra i tanti effetti uno finora poco indagato: milioni di batteri stanno invadendo l’Italia". Il che, stando a quanto detto un attimo fa, significherebbe rafforzare nuovamente i nostri organismi. Compresi quelli dei più piccoli. Davvero tale lettura è corretta, oppure rischia di essere un po' ideologica? IntelligoNews lo ha chiesto al professor Fernando Aiuti, noto allergologo e immunologo...

Italiani sempre più allergici e malati, ma a rafforzarci saranno i microbi africani. La grande migrazione riparerà allo scarso numero di microbi nostrani, troppo pochi rispetto al passato: una visione scientifica o in parte anche ideologica?
"Non è una notizia nuova, ma c'è da vent'anni circa. L'aumento delle malattie allergiche nei paesi sviluppati è reale ed è stato interpretato come effetto di una riduzione di alcune malattie infettive. Il sistema immunitario dei bambini sarebbe più propenso a questo, chiaramente in linea di massima e non nel singolo individuo. Questo è un dato abbastanza vecchio, ma le allergie respiratorie come asma, rinite allergica sono aumentate di un 3%. Non di più. Mentre l'aumento di alcune allergie alimentari in realtà è dovuto al fatto che ci sono dei metodi diagnostici più sicuri. Tra l'altro negli ultimi due anni vi è una novità".

Microbi africani, il virologo Aiuti: 'Vaccinare tutti, anche immigrati'
Quale?
"In caso di allergia alimentare si considera ora un errore sospendere l'alimento incriminato nei bambini, ma bisognerebbe continuare a darlo. Salvo ovviamente effetti collaterali molto forti. Dandolo subito, infatti, l'allergia negli anni diminuisce fino a sparire". 

L'arrivo di immigrati è comunque funzionale o no ad una generazione di persone con meno allergie?
"Questa è una notizia che da un punto di vista scientifico e statistico non ha senso. La quantità di immigrati, pur essendo aumentata, è sempre una percentuale limitata. Parliamo circa del 7% della popolazione, quindi l'influenza sulla massa è minima. In secondo luogo poi c'è l'adattamento. L'immigrato che arriva si adatta alla situazione ambientale e climatica. Magari non ha l'allergia ai pollini degli alberi se viene dal deserto, quindi può sviluppare qua questa malattia". 

C'è poi chi invita le autorità a preoccuparsi maggiormente delle malattie infettive che potrebbero arrivare da paesi diversi dal nostro.
"Noi non dobbiamo abbassare la guardia sul problema delle malattie infettive e contagiose degli immigrati. Non è vero che arrivano tutti vaccinati o che non portano malattie. Alcune persone che arrivano da zone dove ci sono infezioni endemiche, come ad esempio la malaria, non essendo vaccinati teoricamente possono portare delle infezioni. Pensiamo anche alle parassitosi. Questo non significa che non dobbiamo accettarli".

Cosa significa allora?
"Che questa deresponsabilizzazione politica nei confronti di tale atteggiamento è sbagliata. Bisognerebbe controllare tutti gli immigrati, facendo loro quei vaccini che ora abbiamo reso obbligatori per i nostri figli e nipoti. Siamo al solito discorso politico che vuole buttare un'ideologia da una parte, ma senza nessuna base scientifica".

Proprio da oggi, a onor di cronaca, anche nella Regione Umbria i vaccini sono obbligatori dai 3 ai 36 mesi di età. Lei mi sta dicendo che tale obbligo dovrebbe esserci anche per gli immigrati?
"Per chi arriva nel nostro paese e che magari, pensiamo ai figli dei nomadi, non va a scuola. Oppure a figli di immigrati che arrivano qui quando hanno tre anni e vanno a scuola solo a sei, girando senza essere vaccinati. Ovviamente è nella tutela di queste persone, degli immigrati che dico questo. Se abbiamo detto che la vaccinazione devono farla tutti, vale anche per gli immigrati. Non ci vogliono sentire perché è un fatto ideologico e politico, fanno finta di non sentire. Gli immigrati prendono le malattie infettive allo stesso modo degli italiani, e viceversa". 

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