Lingotto, Esposito: "Resistenze a Renzi nell'alta burocrazia dello Stato, ma ora rilancio"

10 marzo 2017 ore 13:05, intelligo
di Stefano Ursi

Si sta per aprire la tre giorni del Lingotto e irrompono nel dibattito politico nazionale le parole di Matteo Renzi a La Stampa. ''Basta autocritiche – dice l'ex premier – contro di me un intreccio di poteri''. E poi dice la sua sulle primarie che si avvicinano, sulla scissione e sulle prospettive del Partito Democratico. Di questo IntelligoNews ha parlato con Stefano Esposito, parlamentare PD, che dice: ''Il riferimento è alle resistenze nelle alte burocrazie dello Stato alle riforme. La candidatura di Emiliano mi preoccupa''.

Renzi dice che contro di lui c'è un intreccio di poteri, pur non parlando di complotti. E' così?

''Sicuramente l'azione di governo di Renzi in alcuni settori è stata piuttosto penetrante, su altri meno perché la resistenza è stata maggiore. Io continuo a pensare che una delle ragioni principali per cui alcune delle riforme avrebbero potuto essere più ficcanti ed efficaci, è perché per esempio, Renzi ha incontrato resistenze forti nell'alta burocrazia dello Stato. Poteri consolidati e importanti. Io eviterei il termine complotto, parola che lui peraltro non dice, e parlerei più di lotta politica in un Paese in cui sono consolidate rendite di posizione: e se c'è qualcuno che opera per scardinarle, c'è un prezzo che viene pagato, questo occorre saperlo. Credo che si riferisse a questo e non penso ad alcun complotto, anzi, ritengo che la teoria del complottismo non ci debba appartenere, e anche Renzi mi pare che lo neghi. Azione e reazione, questa è la definizione per me più corretta, visto che parliamo di un terreno di scontro molto forte, che è quello del riformismo, di scardinare le burocrazie''.

Lingotto, Esposito: 'Resistenze a Renzi nell'alta burocrazia dello Stato, ma ora rilancio'
Nell'intervista Renzi dice: ''Vogliono farmela pagare per i padrini che non ho e non ho mai avuto''. Secondo Lei a chi si riferisce?

''Posso pensare che si riferisse a ciò di cui parlavo sopra, non la interpreto diversamente''.

Nel duello con Orlando per la segreteria, quante possibilità per l'uno e per l'altro?

''I sondaggi sulle primarie non li leggo mai, a dire la verità. Penso però che le candidature di Renzi e Orlando rappresentino al meglio la pluralità del Partito Democratico; io starei bene in un partito in cui vincano Renzi o Orlando, al di là delle differenze politiche che è giusto ci siano. Mi preoccupa di più, in realtà, la candidatura di Emiliano, figura portatrice nel PD del grillismo nella sua versione meno interessante, e farei una certa fatica a stare in un partito con segretario Emiliano''.

Cosa vi aspettate dalla tre giorni del Lingotto che sta per aprirsi?

''Innanzitutto leggo che Renzi ha detto basta autocritiche, che è uno dei mali eccessivi della sinistra, spesso tafazzista. E mi aspetto anche, oltre a questo e al rilancio e alla ripartenza nell'organizzazione del partito, anche una maggiore collegialità nella direzione politica; al di là dei numeri congressuali, l'analisi vera e anche un po' impietosa sullo stato del partito in alcune realtà italiane, chiede che si riaffermi un principio di selezione della classe dirigente basato sulla lealtà al partito, sulla capacità e la qualità della proposta politica. E soprattutto, se vogliamo ampliare la visione, mi aspetto che non si mettano con troppa facilità le ragioni che hanno portato alla sconfitta del 4 Dicembre, e quindi rilancio ma anche analisi vera di quelle ragioni con i necessari aggiustamenti e cambiamenti''.

#lingotto #renzi #pd
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