Apologia di fascismo, Rizzo (PC): "Da comunista dico: legge sbagliata"

11 luglio 2017 ore 12:58, Americo Mascarucci
Si sta acuendo lo scontro sulla legge che introduce il reato di apologia di fascismo dopo le critiche giunte da parte del Movimento 5Stelle che l'ha definita liberticida e lesiva della libertà di opinione. La legge che vede come primo firmatario il deputato del Partito Democratico Emanuele Fiano è considerata dai pentastellati pericolosa, nel momento in cui va a sanzionare, non il tentativo di ricostituzione del partito fascista, ma libere espressioni del pensiero come ad esempio il saluto romano. Il rischio potrebbe essere quello di utilizzare poi questa legge per sanzionare comportamenti appellabili come fascisti, ma che fascisti non sono. Una posizione che ha aperto un dibattito in campo politico e culturale. Ma oltre ai 5Stelle riserve sull'utilità di questa legge nell'attuale momento storico sono state espresse anche da diversi intellettuali non certo tacciabili di simpatie fasciste, come per esempio lo psicologo Alessandro Meluzzi. Intelligonews ha sentito il punto di vista del segretario del Partito Comunista Marco Rizzo.
Apologia di fascismo, Rizzo (PC): 'Da comunista dico: legge sbagliata'

Il M5S definisce liberticida la legge contro l'apologia di fascismo e denuncia il rischio che possa ledere la libertà di opinione dei cittadini. E' d'accordo?

"Il fascismo è stato sconfitto dalla storia e forse quello che oggi andrebbe evidenziato è il fatto che, tanto il fascismo italiano che il nazional socialismo tedesco sono prodotti del capitalismo. Essi sono stati creati dalla società capitalistica impossibilitata a gestire le proprie crisi ricorrendo all'autoritarismo. Mussolini fu foraggiato dai grandi latifondisti, così come Hitler fu sostenuto da banchieri e grandi industriali tedeschi. Poi quando Mussolini e Hitler sono diventati ingombranti il capitalismo se ne è liberato. Premesso questo oggi c'è un problema legato all'attualità. Il fascismo è tuttora presente in Europa, non è un retaggio della storia, può tornare in qualsiasi momento ovviamente sotto forme diverse dall'originale. Il caso più emblematico è l'Ucraina dove capitalismo e movimenti di estrema destra uniti hanno dato vita ad un colpo di stato".

Quindi è giusta questa legge?

"No,perchè la condanna del fascismo non può avvenire per legge e ad opera del capitalismo che lo ha creato e continua a servirsene quando torna utile. Il fascismo si batte con la lotta e i rapporti di forza. E' paradossale che uno stato capitalista faccia una legge per dire che il fascismo è sporco, brutto e cattivo. I 5Stelle non fanno però il ragionamento che faccio io, la loro è mera tattica elettorale. Sanno che parte del loro elettorato è idealmente di destra e giocano questa partita. E' un altro esempio della grande ambiguità di Grillo e company: Nè di destra, nè di sinistra. Non ho capito cosa siano"

Fiano e company ritengono però questa legge indispensabile per prevenire i rischi di rigurgiti fascisti legati ai problemi dell'immigrazione e alla paura del terrorismo. Potrebbe essere d'accordo su questo?

"Come le ho già detto il fascismo non si combatte per legge, si batte con le coscienze e l'azione politica, ossia spuntando le armi ai fascisti di oggi. Ma ripeto, questo non può farlo un governo capitalista come quello che c'è in Italia".

Per alcuni Renzi con questa legge tenta di ricompattare la sinistra intorno al comune collante antifascista, o quantomeno a fare qualcosa di sinistra. E' così?

"La posizione del Pd è speculare a quella del M5S. Sono le facce della stessa medaglia, la politica e l'antipolitica che si contendono la gestione subordinata del sistema capitalistico".

C'è chi evidenzia la contraddizione di un governo che, mentre punisce l'apologia del fascismo in nome della salvaguardia dei principi democratici, impone per legge scelte come quella sui vaccini obbligatori che di fatto andrebbe a limitare la libertà di scelta dei genitori. 

"Su questo non sono d'accordo. Premesso che anch'io ho dubbi sulla vera natura del decreto vaccini e non escludo che dietro ci possano essere forti pressioni delle multinazionali,  sono dell'idea che lo Stato abbia comunque il diritto di tutelare la salute dei cittadini. Mettiamo il caso di genitori che rifiutano di vaccinare i propri figli o anche solo di curarli attraverso trasfusioni di sangue per motivazioni di carattere ideologico o religioso o perché aderenti ad una setta: in quel caso lo Stato ha l'obbligo morale, prima ancora che politico, di intervenire per sottrarre quel bambino alle scelte scellerate di certi genitori. Questo non è fascismo ma puro buon senso".


caricamento in corso...
caricamento in corso...