Renzi contro Fiscal Compact, Polimeno (Eureca): "Passo avanti ma non basta. Ecco perché"

11 luglio 2017 ore 13:52, Americo Mascarucci
Il segretario del Pd Matteo Renzi e il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio hanno definito un errore l'approvazione nel 2012 del Fiscal Compact, ossia la trasformazione del Patto di Stabilità da norma regolamentare a trattato internazionale. Una posizione dirompente considerando che il parlamento italiano sarà chiamato ad approvare l'inserimento del Fiscal Compact nei trattati europei. Per battersi contro questa ipotesi e per fare pressioni sul Parlamento affinché non dia semaforo verde alle richieste dell'Europa, è nata l'Associazione Eureca (Europa Etica dei Cittadini e delle Autonomie), associazione senza fini di lucro che si propone di difendere la democrazia e la legittimità nell’Unione Europea messa a rischio dall'applicazione di norme capestro prive di legalità. Come è stata accolta la svolta anti Fiscal Compact di Renzi? Intelligonews lo ha chiesto al giornalista del Tg1 Angelo Polimeno fra i fondatori di Eureca e autore del libro inchiesta Non chiamatelo euro.
Renzi contro Fiscal Compact, Polimeno (Eureca): 'Passo avanti ma non basta. Ecco perché'

Cresce il fronte contro il Fiscal Compact: anche Renzi e Delrio riconoscono l'errore fatto dall'Italia nel 2012 approvando la norma. Ci sono a questo punto concrete possibilità che il Parlamento bocci l'inserimento nei trattati europei?

"Questo risveglio del mondo politico italiano, seppur molto tardivo, è sicuramente importante. E' un buon segnale vedere il segretario del Partito Democratico denunciare con fermezza tutti gli aspetti negativi di questa norma. Quindi come Eureca non possiamo che essere soddisfatti. Tuttavia fra noi e le forze politiche che stanno prendendo posizione contro il Fiscal Compact rimane una differenza di fondo, direi piuttosto sostanziale".

Quale?

"La politica giustamente contesta il Fiscal Compact dal punto di vista dei contenuti evidenziando gli aspetti negativi. Noi condividiamo queste critiche ma la nostra analisi è molto più profonda e riguarda la natura illegittima di questa norma. Il Fiscal Compact è un trattato internazionale che cambia con le sue disposizioni il Trattato di Maastricht non potendolo fare. Un trattato europeo ha infatti valore costituzionale e può essere modificato soltanto con un altro trattato europeo la cui approvazione è molto più difficile. Richiederebbe infatti il pronunciamento e l'approvazione di tutti gli stati membri. Basta che un solo parlamento dica no per bloccare tutto. In alcuni paesi come in Francia e Danimarca inoltre sui trattati europei è previsto anche il pronunciamento dei cittadini tramite l'istituto referendario. Di fronte all'oggettiva difficoltà di poter modificare il trattato europeo, la Germania e i paesi a lei più vicini, hanno modificato Maastricht con il ricorso allo strumento del trattato internazionale che non richiede l'approvazione unanime di tutti i paesi membri ma soltanto di una parte di essi. Il trattato internazionale può entrare in vigore anche soltanto nei paesi che lo hanno approvato. E difatti il Fiscal Compact è stato votato da tutti tranne che dalla Gran Bretagna e dalla Repubblica Ceca. Hanno aggirato l'ostacolo rappresentato dall'impossibilità di approvare il Fiscal Compact con un trattato europeo, ricorrendo ad una furbizia che resta illegittima. Noi denunciamo questo".

Cosa comporterà questo per l'Italia?

"Difficilmente presentandosi in Europa e chiedendo di cambiare il Fiscal Compact, Renzi e gli altri potranno ottenere risultati. Altra cosa è andare invece al tavolo di Bruxelles con una sentenza che certifichi come questa norma sia illegittima e quindi da cancellare. L'Italia deve impugnare il Fiscal Compact nelle sedi competenti e ottenere così la forza politica e la legittimazione giuridica per poi negoziare e ottenere le modifiche al Fiscal Compact.".

La posizione di Renzi si può inserire all'interno del braccio di ferro in atto con l'Europa   per la questione migranti e la mancata concessione della tanto richiesta flessibilità dei conti?

"Questo lo deve chiedere al presidente Renzi. Io francamente non lo so. Credo soltanto che gli effetti negativi del Fiscal Compact siano sotto gli occhi di tutti e non vederli è impossibile. Lo rifiutiamo perché ci costringe a risparmiare? No, perché noi siamo i primi a voler risparmiare. Il discorso è che dobbiamo risanare in maniera sostenibile e il Fiscal Compact ci impedisce di farlo. In una famiglia indebitata è naturale che il padre per risparmiare tagli le vacanze dei figli o altre spese inutili, su questo non c'è dubbio. Il problema è quando in una famiglia il cui il budget mensile è 3000 euro, non si chiede di risparmiare, ma di pagare 2000 euro al mese. Quella famiglia non si sta risanando, si sta uccidendo perché non sarà più in grado di pagare nè la scuola ai figli, nè le medicine per curarsi. Il Fiscal Compact prevede un rientro del debito pubblico insostenibile per l'Italia che penalizza fortemente i nostri investimenti. Questo non è un sano risanamento, è un suicidio".
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