Cecenia attivista gay, ESCLUSIVA Cappato: "Senza arresto nessuno saprebbe cosa accade"

11 maggio 2017 ore 15:29, Andrea Barcariol
Sta facendo molto discutere l'arresto a Mosca di Yuri Guaiana, segretario dell’associazione Certi Diritti che si è recato presso la Procura Generale di Mosca a consegnare centinaia di migliaia di firme raccolte contro il trattamento che subiscono le persone gay in Cecenia. A dare la notizia su Facebook è stato il radicale Marco Cappato, rappresentante dell'Associazione Luca Coscioni, che Intelligonews ha subito contattato per avere ulteriori informazioni sulla vicenda.

Cecenia attivista gay, ESCLUSIVA Cappato: 'Senza arresto nessuno saprebbe cosa accade'
Lei ha dato l'annuncio dell'arresto. Come è la situazione?


"E' difficile dire cosa accadrà esattamente, io ho provato la stessa esperienza 10 anni fa e dopo un pomeriggio di fermo nel posto di Polizia a Mosca eravamo stati liberati. Ciò non significa che adesso andrà nello stesso modo anche perché in 10 anni il regime di Putin ha subito un'involuzione poderosa da ogni punto di vista".

Che tempi ci possono essere per il rilascio?


"Può essere che venga liberato immediatamente oppure no, questo non lo so".

A lei cosa accadde 10 anni fa?


"La stessa identica cosa, allora manifestammo per il Gay Pride a Mosca. Prima lasciarono che degli esagitati ci aggredissero e poi ci arrestarono, lo stile è rimasto lo stesso, in particolare sulla questione dei diritti delle persone omosessuali ma in generale sui diritti civili e politici. Essendoci altri attivisti russi la cosa potrebbe diventare pericolosa, ma non mi voglio mettere a fare elucubrazioni, vediamo cosa accade".

C'è una legge in Russia che dal 2013 vieta la propaganda sessuale.


"La Comunità internazionale, evidentemente, non è riuscita o non ha voluto interagire su questa legge che viola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo, di cui fa parte anche la Russia. Essendo una violazione il Consiglio d'Europa dovrebbe intervenire per sanzionare".

Quando fate queste manifestazioni, mettete in conto che ci sia la possibilità di essere arrestati?

"Sì certo".

Quindi l'obiettivo è mettere il luce l'argomento, anche attraverso un arresto.


"Credo che senza l'arresto di Guaiana forse solo lo 0,01% della popolazione italiana avrebbe conosciuto le condizioni di vera e propria violenza contro le persone omosessuali in Cecenia, dove esistono addirittura dei campi di reclusione. Sicuramente la resistenza passiva e disobbedienza civile sono strumenti di conoscenza per i cittadini".


Pensate di poter cambiare la sorte dei gay in questi territori?

"Certo, non si fanno passi avanti se la gente non sa. Quando l'opinione pubblica viene coinvolta su temi come questo sono solo un'esigua minoranza quelli contrari o ostili. Il problema è che lì tutto avviene senza che ce ne sia la consapevolezza. Russia e Cecenia possono sembrare lontane, ma in realtà non lo sono così tanto, e ciò che accade lì può avere conseguenze importanti per il nostro Paese in tanti settori".

Un leader del movimento gay russo ha parlato di fake news in relazione alla Cecenia. Cosa ne pensa?


"L'impossibilità di manifestare la propria opinione e le tendenze omosessuali è scritta nero su bianco. Io non ho cognizione diretta di quanto è accaduto in Cecenia, dalle notizie che ci arrivano c'è una violazione sistematica dei diritti delle persone omosessuali che prosegue senza alcun contrasto. Se poi arrivassero notizie diverse saremo i primi a esserne felici. In ogni caso non vi è dubbio che in Russia in tema di diritti civili e politici siano messe in atto politiche repressive".


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