Legge elettorale, Puppato (Pd): "Ma se sono previste le coalizioni, dove sono le larghe intese?"

11 ottobre 2017 ore 15:22, Americo Mascarucci
Il Governo ha messo la fiducia sul Rosatellum bis e per tutta risposta Movimento 5Stelle e Articolo 1-Mdp oggi scenderanno in piazza. La nuova legge elettorale sarà votata dal Partito Democratico, da Forza Italia, dalla Lega Nord e da Alternativa Popolare, un'ampia maggioranza sulla carta che però non mette al riparo il testo dal rischio di essere affossato dai franchi tiratori con il voto segreto. M5S e sinistra gridano all'inciucio parlando di prove tecniche di Nazareno bis fra Renzi e Berlusconi con il via libera di Salvini. Intelligonews ne ha parlato con la parlamentare Pd Laura Puppato.
Legge elettorale, Puppato (Pd): 'Ma se sono previste le coalizioni, dove sono le larghe intese?'

Il Movimento 5Stelle scenderà in piazza per protestare contro il voto di fiducia sul Rosatellum bis evocando addirittura lo spettro di Mussolini. Dicono che avete paura dei vostri stessi parlamentari.

"Non accettiamo lezioni di rispetto costituzionale o di rispetto delle istituzioni dagli esponenti del Movimento 5Stelle, partito che in questi ultimi cinque anni ha messo sistematicamente il bavaglio a tutti quelli che hanno osato dissentire dalla linea del capo e dei capi. Entrando nel merito della questione va detto che una legge elettorale per sua natura non dovrebbe essere approvata con un voto di fiducia, anche se non si può negare che un ampio dibattito c'è stato in Commissione affari costituzionali e che un altrettanto ampio dibattito c'è stato in aula. Il problema è che qui si sta facendo sempre più strada il sistema riassumibile nel motto 'a mali estremi, estremi rimedi'. La riforma costituzionale bocciata al referendum del dicembre 2016 avrebbe posto dei paletti a tutto questo, ad ogni forma di incontinenza da parte di coloro che intendono impedire l'approvazione di una legge doverosa, e dall'altra alla necessità per il Governo di dover ricorrere al voto di fiducia per impedire ostruzionismi di sorta. Ma è chiaro che il ricorso alla fiducia, seppur doveroso in questo caso, non piace a nessuno".

Da M5S e Mdp il Rosatellum bis è considerato una prova di grande inciucio fra Renzi e Berlusconi. Vi accusano di volere questa legge per poi dopo il voto resscitare il patto del Nazareno. Come risponde?

"Ma se sono previste le coalizioni, dove sono le larghe intese? A chi dice questo ricordo che la legge elettorale fiore all'occhiello della nostra legislatura, mi riferisco all'Italicum cui in tanti hanno impedito di vedere la luce, era una legge di stampo maggioritario che avrebbe sancito chiaramente la vittoria di una parte sull'altra, garantendo la piena governabilità. Proprio chi si è opposto a questa legge, oggi non può recitare tutte le parti in commedia. Non è soltanto incoerente, è ridicolo. Certo, la legge che andiamo ad approvare non ci entusiasma, poteva sicuramente essere fatta molto meglio di come è. Ma nel momento in cui i nostri numeri in Senato non ci permettono di approvare nulla senza il sostegno di altre forze politiche, dobbiamo per forza di cose mediare su alcuni punti perché è impensabile andare fra qualche mese alle urne senza una legge elettorale. E ad ogni modo il Rosatellum bis, pur non essendo la legge che avremmo voluto, è un buon testo".  

Teme imboscate da parte dei suoi colleghi del Pd? C'è chi dice che avete voluto la fiducia per ridurre i margini di azione dei franchi tiratori, annidati soprattutto nella corrente orlandiana contraria a questa legge.

"I franchi tiratori non stanno affatto soltanto nel Pd. Lo abbiamo visto in più occasioni di fronte a provvedimenti ampiamente concordati che alla fine sono stati affossati. Qui abbiamo un ampio arco parlamentare che questa legge vuole approvarla. Teoricamente i numeri ci sono, ma non possiamo far finta che non esistano dei malumori presenti in tutte le forze politiche che si sono dette a favore del Rosatellum bis, non soltanto nel Pd. Malesseri che potrebbero manifestarsi con il voto segreto. Per quanto mi riguarda la forza di un parlamentare sta nel votare alla luce del sole, assumendosi pubblicamente le proprie responsabilità. Proprio chi vuole invece nascondersi nella segretezza dovrebbe evitare di protestare se poi si è costretti a ricorrere alla fiducia"


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