Miss sfregiata con acido, Bruzzone: "Ora temo emulazioni. Come capire i segnali..."

12 gennaio 2017 ore 14:25, Adriano Scianca
Un'altra donna sfigurata con l'acido dall'ex fidanzato. Stavolta è accaduto a Rimini: la vittima è Gessica Notaro, 28 anni, miss Romagna 2007, il colpevole è Jorge Edson Tavares, detto Eddy, originario di Capo Verde, 29 anni. "Si tratta di persone disturbate nella sfera emotiva, prevenire è difficile. Temo ci sia un effetto emulativo", spiega a IntelligoNews la criminologa Roberta Bruzzone.

Miss sfregiata con acido, Bruzzone: 'Ora temo emulazioni. Come capire i segnali...'

La ragazza sfigurata a Rimini era “Miss Sorriso”. È ovvio che c'è una specifica volontà punitiva, in questo caso.

«È evidente che l'obbiettivo non era quello di uccidere, ma quello di privare questa donna del suo bene più prezioso, dal punto di vista di lui, ma forse anche dal punto di vista di lei. La sua avvenenza fisica è indiscutibile. Il problema di queste persone è che sono ossessionate dalla vendetta nei confronti di chi ne ha frustrato le aspettative narcisistiche abbandonandole, dal loro punto di vista, ovviamente. Temo anche che esista un effetto emulativo dovuto al fatto che a livello mediatico si parla molto di questi casi».

Abbiamo gli strumenti per prevenire casi di questo tipo?

«Prevenire è veramente complesso. Nel caso della miss di Rimini, le forze di polizia avevano attuato tutto ciò che è possibile attuare, e anche tempestivamente. La procura si era resa conto della pericolosità del soggetto e si era attivata. Tutto quello che, in maniera virtuosa, poteva essere fatto è stato fatto, quindi parlare di prevenzione è sempre difficile. Gli strumenti legislativi, evidentemente, non funzionano, perché si tratta di soggetti disturbati nella sfera emotiva e questo li rende imprevedibili».

Quali sono i segnali preoccupanti di cui una donna dovrebbe tener conto?

«Un segnale preoccupante c'è quando, già dalla fine della relazione, si generano una serie di comportamenti al fine di danneggiare l'altra persona. A qualsiasi titolo: nella reputazione, nella sfera familiare...  Si inizia con una serie di condotte manipolatorie (“se non torni con me mi uccido” etc), poi si passa a una fase violenta. Comincia l'assedio alla vita dell'altro. Si invade la sfera personale, amicale, professionale dell'altro. Il soggetto non si rassegna: ecco quando deve scattare il segnale d'allarme. Ma la maggior parte delle donne lo capisce benissimo, non è che c'è bisogno di spiegarglielo».

È possibile dare un consiglio alle donne per far sì che non si trovino in situazioni del genere? 

«L'unica speranza per le donne è che, non appena capiscono che c'è qualcosa che non va nel modo di stare in relazione dell'altro, che è troppo invadente nelle loro vite, abbandonino il rapporto».
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