Comunali 2017, Puppato (Pd). "Per noi riscossa morale. Ora torniamo al maggioritario"

12 giugno 2017 ore 17:15, Americo Mascarucci
Le elezioni amministrative viste dal Partito Democratico. Il punto di vista è quello della parlamentare Laura Puppato che intervistata da Intelligonews conferma come dopo il fallimento delle trattative sulla nuova legge elettorale con il Movimento 5Stelle il Pd guardi con favore ad un sistema maggioritario.

Soddisfatta dei risultati di questo primo turno delle amministrative?

"La relazione fra amministrative e buon governo del Paese è sempre molto stretto, l’ho sperimentato io stessa nel 2007 quando ai tempi del Governo Prodi in Veneto perdemmo tutte le amministrazioni. Anche se si tratta di elezioni locali, il messaggio all’indirizzo del governo nazionale c’è sempre. Quindi, alla luce di questi risultati, direi che il giudizio dei cittadini è di sostegno all’azione del Governo Gentiloni. Come alle europee del 2014 questa tornata è servita per dimostrare che nel Paese ci sono speranza e ottimismo e questo senza dubbio ci aiuta ad andare avanti. Le eventuali delusioni legate all’azione di governo, se pure ci sono, non sono state poi così rilevanti da lasciar presumere una disaffezione degli elettori dalla principale forza politica che guida il Paese. Direi che senza esultare eccessivamente, possiamo comunque ritenerci soddisfatti e gratificati. Poi certo, conta molto anche il giudizio sulla persona soprattutto quando si parla di elezione del sindaco. E anche da questo punto di vista mi sembra che le scelte siano state premiate".
Comunali 2017, Puppato (Pd). 'Per noi riscossa morale. Ora torniamo al maggioritario'

Tutti parlano di disfatta del Movimento 5Stelle. Anche lei è della stessa idea o teme che sia meglio non suonare de profundis troppo in fretta?

"Il M5S paga l’assenza di una classe dirigente locale adeguatamente formata e preparata, e laddove ha vinto le elezioni dimostra di non saper amministrare. I dati smentiscono inoltre le convinzioni che avevamo prima del voto, ossia la presenza di un tripartitismo che avrebbe potuto portare anche il M5S al governo. Mi pare che questo voto abbia fotografato una situazione del tutto differente".

Appunto, alla luce di questi dati al Pd non conviene spingere l’acceleratore su un ritorno al sistema maggioritario?
 
"Per noi questa è la soluzione ideale. Anche in questo caso dobbiamo leggere ciò che avviene a livello internazionale. In Gran Bretagna non si è in grado di formare una maggioranza che possa supportare l'azione del governo di fronte a scelte fondamentali per il futuro del Paese, mentre in Francia Macron con il 33% si appresta ad avere un’altissima maggioranza in Parlamento proprio grazie al maggioritario. Tutto questo ci consente di tornare a discutere di maggioritario senza più i baluardi e le levate di scudo che hanno caratterizzato la campagna referendaria, quando siamo stati accusati di voler limitare la democrazia nel momento stesso in cui la nostra proposta era rivolta a garantire una maggioranza sicura, stabile e coesa in favore di una piena governabilità".

Renzi e Pisapia si annusano. Si tornerà alle prossime elezioni ad un’alleanza di centrosinistra modello Ulivo 2.0?

"Ritengo che questa sia la naturalissima vocazione di una forza politica che voglia governare con una maggioranza il più possibile omogenea sia idealmente che politicamente e questo noi lo abbiamo sempre pensato. Siamo stati costretti a cambiare idea di fronte ad una forza politica, nella fattispecie i Democratici e Progressisti, che hanno dichiarato che non sarebbe stato possibile un governo col Pd se guidato da Renzi. Fino a prova contraria non compete agli altri partiti stabilire chi deve essere il leader del partito di maggioranza relativa. Spero questa decisione assurda possa rientrare in modo tale da poterci sedere intorno ad un tavolo dove elaborare un programma di governo basato sui contenuti e non sulle simpatie o antipatie personali". 


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