ESCLUSIVA, intervista a Corsaro: "Non mi pento del post, lo riscriverei"

12 luglio 2017 ore 15:28, Americo Mascarucci
Alla fine parla anche lui, il deputato Massimo Corsaro autore del post sulle sopracciglia del Pd Emanuele Fiano autore della legge sull'apologia di fascismo che ha scatenato un putiferio di polemiche. Le sopracciglia secondo Corsaro, Fiano le porterebbe così "per coprire i segni della circoncisione". Apriti cielo: antisemita, razzista, fascista, chi più ne ha ne metta, di tutto e di più contro il deputato ex An oggi nel gruppo di Raffaele Fitto. Intelligonews lo ha raggiunto per ascoltare la sua versione dei fatti. E lui come prima cosa tiene a precisare di non aver scritto quel post con l'intento di mancare di rispetto agli ebrei.
ESCLUSIVA, intervista a Corsaro: 'Non mi pento del post, lo riscriverei'

Corsaro, si aspettava tutto questo clamore per il suo post sulle sopracciglia di Fiano?

"Non mi sorprende che Fiano abbia deciso di rispondere con la modalità tipica che contraddistingue la sua azione politica. Lui ha sempre risposto cercando di dare ad una battuta forte, rivolta unicamente nei suoi confronti un significato del tutto diverso, per non dire opposto da quello che realmente ha. Quella battuta non ha nessun riferimento di carattere religioso, culturale, razziale anche perché non vi sarebbe alcun motivo per farlo".

Ma da dove nasce l'idea di scrivere quel post?

"Nasce dalla convinzione che Fiano abbia cercato di ottenere visibilità sollevando un falso problema, quello dell'esigenza di una legge contro l'apologia di fascismo, dimostrando ancora una volta il proprio strabismo politico. Mi fa specie che uno degli ultimi residui di un'ideologia come quella comunista che ha prodotto cento milioni di morti, si faccia impaurire da una fotografia di Mussolini in uno stabilimento. Mi stupisce che chi ancora oggi prende ad esempio figure che hanno esaltato i carri armati sovietici in Ungheria si dimostri scandalizzato da un gagliardetto. Soprattutto mi inorridisce chi fra un delinquente che aggredisce la Polizia e un poliziotto che spara ad un delinquente, si mostri più solidale verso il primo che verso il secondo. Ho voluto esprimere con quel post ciò che penso di Fiano ma anziché dirlo direttamente, sono ricorso ad una perifrasi. Si tratta del resto di chi ogni anno a Milano, in nome degli stessi principi falsi che ispirano la sua legge, vorrebbe impedire la commemorazione di un ragazzo di 17 anni che non è mai diventato grande perché i comunisti gli hanno spaccato la testa con una spranga. Quel ragazzo si chiamava Sergio Ramelli e Fiano ogni anno contesta la libertà di migliaia di persone di ritrovarsi il 29 aprile con un lumino sotto la lapide che lo ricorda. Da un personaggio del genere non accetto lezioni, nè tantomeno da chi oggi arriva a chiedere le mie dimissioni e la pensa esattamente come lui".

Ma non crede con questo post di aver contribuito a portare acqua proprio al mulino di chi come Fiano e company stanno cercando di far passare una legge giudicata liberticida persino a sinistra?

"L'apologia di fascismo non esiste. Fiano punta secondo me soltanto a tornare a Milano con lo scalpo di chi il prossimo anno grazie alla sua legge potrebbe non poter più partecipare alle commemorazioni di Ramelli configurandole come apologia di fascismo. Francamente non mi aspettavo tanto scandalo intorno al mio post, ma ora posso dire che non mi stupisco nemmeno conoscendo Fiano e compagni e la loro abilità di utilizzare l'antisemitismo per scopi speculativi e di parte. Per quanto mi riguarda riscriverei quel post senza problemi perché chi mi conosce sa che non coltivo sentimenti antisemiti e ho grande rispetto per la tragedia che ha riguardato gli ebrei. Semmai è Fiano a dover chiedere scusa di tante strumentalizzazioni"


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