Laura Puppato solidale con Serracchiani: "Caro Saviano, non conosci il Nord"

12 maggio 2017 ore 17:17, Andrea De Angelis
Bufera per le parole usate da Debora Serracchiani, presidente della regione Friuli Venezia Giulia, nel commentare il tentativo di stupro subito da una ragazza triestina.  "La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre - aveva sostenuto  - ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese". Argomentazioni che hanno scatenato una vera e propria bufera sui social, dove #Serracchiani è anche l'hashtag più di tendenza su Twitter. Insomma, dopo il caso Boschi (non certo finito) un'altra grana al femminile per il segretario Renzi. IntelligoNews ne ha parlato con Laura Puppato, senatrice del Partito Democratico...

Una donna di centrosinistra che pronuncia simili parole verso gli immigrati? Sui social cresce l'indignazione, ma le parole di Serracchiani hanno o no un senso?
"Penso che abbiano proprio un senso. Noi stiamo accogliendo decine di migliaia di persone. Questa accoglienza non è gratuita da nessun punto di vista, dall'impegno ai costi. Proprio il nostro livello di civiltà ed educazione, l'assoluta necessità di considerare le persone come tali devono portare all'evidenza che meritiamo un'attenzione e una capacità di integrazione e accettazione delle regole da parte di chi arriva ancora maggiore rispetto a quella che un cittadino autoctono può avere. Non per fattori razziali, ma per l'esatto contrario. Stiamo parlando del dono dell'accoglienza, ed è oneroso perché quelle cifre potremmo spenderle per il welfare o altre ragioni". 

Laura Puppato solidale con Serracchiani: 'Caro Saviano, non conosci il Nord'
L'Italia però è anche il Paese del caporalato...
"Questo è anche il governo che ha emanato la legge contro il caporalato proprio per cancellare l'onta. Il sistema di regole che ci siamo dati non prevede il caporalato o lo sfruttamento della prostituzione. Il nostro è un Paese, e sempre di più dovrà esserlo, che farà delle regole una questione fondamentale. Le regole servono per sopportare, tra virgolette, le difficoltà dello stare insieme. Se chi ha ricevuto un dono ricambia con uno schiaffo e un insulto, deve sapere che troverà una risposta ferma e assolutamente priva di qualsiasi buonismo". 

Tutto questo si poteva dire in maniera migliore, senza far passare il concetto che una violenza subita da un italiano sia quasi più accettabile?
"Non credo proprio che questo sia il ragionamento". 

Se è più inaccettabile uno, allora è più accettabile l'altro. Lei Debora Serracchiani la conosce, le stanno dando in queste ore sui social della razzista. Come la difende?
"Debora è una persona che sta governando un pezzo di Paese. Nella sua Regione ha inserito il reddito di solidarietà, una delle poche ad averlo attivato. Una opportunità per le famiglie in disagio economico. Al contrario di altri governatori che blaterano e basta, lei si sta spendendo molto per l'accoglienza perché è un onere pesante per chi governa il Paese e le Regioni. Doversi trovare accusati di aver accolto persone che non meritano questa generosità credo porti a dire questo". 

Cosa?
"Dire cioè che noi che siamo generosi, che vogliamo l'uguaglianza perché convinti che la persona valga a prescindere dal colore della pelle e di ogni altra cosa, pretendiamo che chiunque venga accolto si renda conto che è uno sforzo immane e non è ammissibile un oltraggio del genere. Questo è il senso di questa giusta rivendicazione". 

Roberto Saviano intanto l'ha invitata a candidarsi con la Lega di Salvini. 
"Si sbaglia, mi dispiace. Saviano è una persona che stimo enormemente. Non ha colto il senso di quanto si sta dicendo. Da questo punto di vista probabilmente anche la sua lontananza geografica non gli fa percepire una difficoltà che stiamo vivendo, in particolare proprio nei territori dove governiamo con difficoltà a Nord. Non perché qui ci sia meno generosità che altrove, ma perché siamo sottoposti ad attacchi violentissimi da parte di quella destra xenofoba davvero. Quella che li lascerebbe morire in mare e che magari oggi appartiene al novero di coloro che si permettono di tendere il dito contro Debora Serracchiani". 

#serracchiani #violenza #donne 
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