Rosatellum bis, Rampelli (FdI): "Legge invotabile. Cosa dico alla Lega"

12 ottobre 2017 ore 15:46, Americo Mascarucci
"Non comprendiamo la Lega di Salvini, sempre pronta a gridare agli inciuci: ci aspettavamo un comportamento diverso. Oggi non votano contro il governo, gli elettori riflettano su chi è coerente e chi strilla più forte solo per prendere voti". Parole e musica del deputato di Fratelli d'Italia Edmondo Cirielli che ha attaccato i colleghi del Carroccio, rei di votare il Rosatellum bis e indirettamente la fiducia al Governo Gentiloni con l'uscita dall'aula. Dunque volano gli stracci nel centrodestra? E' rottura fra Meloni e Salvini dopo il periodo della grande intesa? E soprattutto, ci saranno ripercussioni sull'alleanza di fronte alle ultime prese di posizione della Meloni sui referendum autonomisti e sulla legge elettorale, chiaramente divergenti da quelle di Forza Italia e della Lega Nord? Intelligonews lo ha chiesto al parlamentare Fabio Rampelli capogruppo alla Camera. 
Rosatellum bis, Rampelli (FdI): 'Legge invotabile. Cosa dico alla Lega'
 

Che succede nel centrodestra? riuscirete ha ritrovare sintonia con i vostri alleati dopo gli scontri di queste ore sulla nuova legge elettorale?

"Solitamente quando si arriva in campagna elettorale ci si mette intorno al tavolo e si butta giù un programma di governo ispirato da valori e progetti condivisi. Incompatibilità non ce ne sono, a parte la posizione di queste ore che ci vede in disaccordo sulla legge elettorale. Posizione la nostra per altro rimasta sempre identica. Fratelli d'Italia non ha mai garantito alla maggioranza l'approvazione dei provvedimenti legislativi se non infarciti delle nostre parole d'ordine, ma questo non è il caso della legge elettorale. In sede di riforma costituzionale avevamo proposto l'elezione diretta del Presidente della Repubblica e del premier. Ci ritroviamo invece una legge che impedisce ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti negando il voto di preferenza consentito nei consigli comunali e regionali, oltre che le primarie largamente abusate dal Pd per mettere a tacere le minoranze interne. Quando si tratta di normare le primarie per legge invece si dimostra contrario".

Più che Forza Italia, sembra avervi disturbato la posizione del Carroccio. Vi sentite traditi da Salvini?

"La Lega ha valutato un vantaggio di parte ed è la seconda volta che converge con Renzi e con il Pd sulla legge elettorale. Anche sul tedeschellum c'era stato il via libera del Carroccio. Ognuno è libero di fare le scelte che vuole. Noi abbiamo scelto di non cambiare idea restando coerenti con ciò che abbiamo sempre sostenuto: il diritto dei cittadini di eleggere i parlamentari che andranno poi ad eleggere il premier e il Capo dello Stato. Visto che non possiamo farlo direttamente, almeno si conceda agli elettori di scegliersi deputati e senatori che dovranno poi assolvere a questi compiti. Invece all'indomani del voto con questa legge non avremo un governo".

Vedete quindi anche voi le prove tecniche di grande inciucio fra Renzi e Berlusconi per arrivare dopo il voto ad un nuovo patto del Nazareno?

"Noi non vediamo nulla. Di sicuro non saremo disponibili a partecipare a nessun governo di larghe intese. Se non ci sarà nessuna maggioranza per formare un governo chiederemo che si torni al voto. Se altri poi avranno invece tenuto i piedi in due staffe e si spenderanno per un altro governo pastrocchio, se la vedranno con gli elettori".

C'è chi dice che in realtà la posizione della Meloni ha come obiettivo quello di guadagnare visibilità e soprattutto differenziarsi da Salvini accreditandosi come leader dell'area sovranista del centrodestra. Come risponde?

"Noi non abbiamo bisogno di differenziarci da nessuno, nè di cercare visibilità. Fratelli d'Italia è erede della tradizione della destra italiana, abbiamo una linea politica chiara e definita che proviene da decenni di storia che precede quella di molti altri partiti. Noi non portiamo avanti battaglie per differenziarci, ma perché crediamo in ciò che facciamo. Una democrazia o è diretta o è parlamentare. Noi la vorremmo diretta ma se la si vuole parlamentare allora i parlamentari devono essere scelti direttamente dai cittadini e non nominati dai partiti. Questo principio per noi non è negoziabile. Altrimenti tanto vale affidarsi al pari e dispari. Sempre meglio che nominare". 
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