Migranti, Esposito (PD): "Papa Francesco ha fatto giustizia rispetto a certa sinistra..."

12 settembre 2017 ore 12:10, Stefano Ursi
Durante il viaggio di ritorno in aereo dal viaggio in Colombia, come di consueto Papa Francesco ha conversato con i giornalisti durante la conferenza stampa. Il tema che più ha attratto l'attenzione dei media che hanno riportato le parole del Pontefice è quello sull'immigrazione; in particolare il dibattito si incentra su queste parole del Pontefice in risposta alla domanda sull'incontro con Gentiloni sulla questione degli sbarchi dalla Libia: ''L’incontro con Gentiloni è stato personale e non su questo argomento. È avvenuto inoltre settimane prima che venisse affrontato questo problema. Sento il dovere di gratitudine per l’Italia e la Grecia perché hanno aperto il cuore ai migranti. Il problema – spiega il Pontefice – è sempre avere un cuore aperto. È un comandamento di Dio. Anche se non basta soltanto aprire il cuore, chi governa deve gestire questo problema con la verità del governante che è la prudenza. Che significa domandarsi, primo: quanti posti ho? Secondo, occorre ricordare che non bisogna solo riceverli ma anche integrarli. Ho visto esempi di integrazione bellissima''. In molti si stanno chiedendo, in queste ore, se siamo davanti ad una svolta oppure ad una rivoluzione. IntelligoNews ha fatto questa e altre domande al parlamentare del Pd Stefano Esposito.

Migranti, Esposito (PD): 'Papa Francesco ha fatto giustizia rispetto a certa sinistra...'
Stefano Esposito
Come commenta le parole positive del Pontefice sull'operato del Governo sull'immigrazione?

''Per come sono fatto io non amo utilizzare mai gli argomenti o le opinioni del Papa in chiave politica, infatti non ho commentato. Naturalmente non può che far piacere che una figura come quella di Papa Francesco, anche per il taglio che ha dato a questo papato, riconosca il lavoro della politica e del Governo, equilibrato fra accoglienza e rispetto di chi arriva, ma all'interno di un quadro che garantisca la convivenza sociale: questo è il messaggio principale che mi pare il Papa abbia dato. Poi ovviamente, volendolo approfondire ulteriormente, fa anche giustizia rispetto agli atteggiamenti di una certa sinistra che ha accusato Minniti, il Governo e il Pd di essere una specie di esecutivo con politiche reazionarie di destra. Ma, come detto, a me non piace utilizzare le parole del Papa in chiave politica, ma di sicuro c'è un riconoscimento che non può non far piacere su questo equilibrio che è stato messo in campo; da un lato il lavoro per ridurre gli sbarchi e dall'altro per un'accoglienza fatta diversamente da come era stata fatta, su cui è inutile negare che noi in questi anni più di qualche limite lo abbiamo avuto, oltre ad uno ulteriore per la costruzione di una seria integrazione''.

Rispetto al passato è parso di cogliere una differenza nelle parole del Papa: accoglienza, che deve essere solidale, e integrazione, intesi però come due concetti distinti: immigrazione sì ma sostenibile. Svolta, rivoluzione o ravvedimento?

''Non mi permetto di giudicare se si tratta di un ravvedimento, di un cambio di posizione o di una rivoluzione: se mi prendessi quest'onere peccherei di presunzione. Più semplicemente registro il fatto che Papa Francesco ha colto in modo corretto lo spirito con cui abbiamo messo in campo le politiche attraverso i provvedimenti del ministro Minniti: qui nessuno ha mai voluto mettere in discussione la necessità di aiutare e integrare, ma è evidente che la sostenibilità è la chiave di volta. Una sostenibilità sociale che non possiamo far finta di non vedere. E che invece chi, sulle due barricate opposte, pensa di usare il tema dell'immigrazione in maniera becera per qualche voto in più alle elezioni o che si debba accogliere tutti quelli che arrivano non vede: ma il tema di un equilibrio sociale fra chi arriva e chi c'è è fondamentale per la politica, e mi pare che lo stiamo interpretando nel modo migliore. E mi sembra che il Papa colga questo, l'aggettivo più importante che ha usato è sostenibilità. Ed è quello che negli ultimi otto mesi il ministro Minniti e il presidente Gentiloni si stanno sforzando di fare, e di spiegare al Parlamento, al Paese e a tutti quelli che ancora hanno qualche ritrosia rispetto a queste politiche''.

Una battuta che circola e che fa sorridere: il Papa un po' leghista?

''Beh, direi che con tutti gli insulti che Salvini ha rivolto al Papa solo in questo ultimo anno l'unica cosa certa è che Papa Francesco non possa essere definito un leghista''.

#papa #immigrazione #sostenibile
autore / Stefano Ursi
caricamento in corso...
caricamento in corso...