Migranti, Centinaio (LN): "No, il Papa non sta diventando un po' leghista"

12 settembre 2017 ore 13:03, Stefano Ursi
Durante il viaggio di ritorno in aereo dal viaggio in Colombia, come di consueto Papa Francesco ha conversato con i giornalisti durante la conferenza stampa. In relazione alla questione immigrazione, in particolare, l'attenzione si è focalizzata sulle parole del Pontefice, che a domanda sull'incontro con Gentiloni sulla questione degli sbarchi dalla Libia, ha detto: ''L’incontro con Gentiloni è stato personale e non su questo argomento. È avvenuto inoltre settimane prima che venisse affrontato questo problema. Sento il dovere di gratitudine per l’Italia e la Grecia perché hanno aperto il cuore ai migranti. Il problema – spiega il Pontefice – è sempre avere un cuore aperto. È un comandamento di Dio. Anche se non basta soltanto aprire il cuore, chi governa deve gestire questo problema con la verità del governante che è la prudenza. Che significa domandarsi, primo: quanti posti ho? Secondo, occorre ricordare che non bisogna solo riceverli ma anche integrarli. Ho visto esempi di integrazione bellissima''. L'opinione pubblica si interroga, leggendo e ascoltando le parole di Papa Francesco, e pone delle questioni importanti. Come quella relativa alla prudenza nell'accoglienza, su un'immigrazione sostenibile. IntelligoNews ha chiesto l'opinione di Gian Marco Centinaio, parlamentare della Lega Nord.

Migranti, Centinaio (LN): 'No, il Papa non sta diventando un po' leghista'
Gian Marco Centinaio
Come commenta le parole del Papa sull'operato del Governo sull'immigrazione? Molti le hanno interpretate come un plauso.

''Che non è nuovo a queste uscite. Del resto il Papa fa il Papa, e se oltre a fare questo si interessa anche di politica italiana e di politica estera vorrà dire che reputiamo il suo commento come quello di un capo di Stato, il Vaticano, nei confronti delle politiche del Governo italiano. Punto e fine. D'altronde dal Papa ne abbiamo sentite di ogni e quindi non ci aspettavamo altre dichiarazioni se non di questo tipo''.

Pare però di poter leggere, nelle parole del Pontefice, che rispetto al passato si distingua fra accoglienza e integrazione. Puntando l'attenzione su un'immigrazione per così dire sostenibile, sulla prudenza e sui posti disponibili per accogliere. Svolta, rivoluzione o ravvedimento?

''Mettiamola così: se è una svolta anche qui non si stanno inventando nulla. Noi abbiamo sempre detto che l'accoglienza deve essere fatta in base ai numeri che lo Stato italiano può accogliere. E mi spiego meglio. Siamo andati anche oltre, perché abbiamo sempre detto accoglienza sì ma per chi scappa realmente da un conflitto o da una guerra. Visto e considerato che siamo in un momento di crisi economica e, nonostante Gentiloni dica il contrario, abbiamo moltissimi nostri connazionali e concittadini che non hanno lavoro e vanno all'estero, oggi come oggi se un migrante, che io preferirei chiamare clandestino, entra nel nostro Paese per motivi economici non possiamo accoglierlo''.

In queste ore circola una battuta, sotto forma di domanda, che fa sorridere: il Papa un po' leghista?

''No, il Papa non sta diventando un po' leghista. Anche perché se dovessimo dire che sta lo diventando, poi uscirebbe con azioni contrarie a quello che ha detto. Dunque va bene così, il Papa fa il Papa, la Lega fa la Lega''.

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autore / Stefano Ursi
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