Migranti, Cacciari: "Cosa cambia con Bergoglio nella fase realpolitik"

12 settembre 2017 ore 12:57, Andrea Barcariol
Emergenza immigrazione e accoglienza ancora al centro dei ragionamenti di Papa Francesco, di ritorno dal viaggio in Colombia. Questa volta però oltre al plauso per il nostro Paese: "Sento il dovere di esprimere gratitudine all'Italia e alla Grecia perché hanno aperto il cuore ai migranti, ma non basta aprire il cuore", Bergoglio si è soffermato sulle modalità dell'accoglienza: "Riceverli, integrarli ma anche fermarli se i numeri divengono insostenibili". IntelligoNews ha chiesto al filosofo Massimo Cacciari, un'opinione sull'atteggiamento del Papa.

Migranti, Cacciari: 'Cosa cambia con Bergoglio nella fase realpolitik'
Bergoglio si è complimentato con il governo per la gestione dei migranti. Cosa ne pensa?


"Non c'è dubbio che l'Italia stia facendo molto di più rispetto agli altri Paesi europei che l'hanno lasciata da sola. Da questo punto di vista il plauso all'Italia è comprensibile. Stupisce il fatto che il Papa non sollevi un altro tipo problema relativo alla scala di valori che si è rovesciata: ora la priorità non è più salvarli ma non farseli arrivare in casa. Mi sembra strano che il Papa possa accogliere una simile concezione".

Per la prima volta il Papa ha parlato di "immigrazione sostenibile", sottolineando il problema di "fermarli se i numeri divengono insostenibili". Svolta o rivoluzione?


"L'insostenibilità dell'immigrazione è tutta da stabilire, bisogna vedere quali sono gli altri valori dell'equazione. Se l'immigrazione si ritiene insostenibile laddove i popoli la considerano tale allora potrebbe essere insostenibile anche l'immigrazione di 10 persone, se invece l'insostenibilità è determinata da categorie di ordine economico, sociali allora la cosa è ben diversa. L'insostenibilità è un concetto totalmente soggettivo, è un criterio astratto che non esiste. Io posso ritenere insostentibile ospitare dentro casa mia anche una sola persona. Tutto si basa sulla percezione personale della sostenibilità".

Probabilmente il Papa si riferiva soprattutto ai posti necessari in grado di accoglierli e conseguentemente integrarli.

"Pensa che non siamo in grado in Europa di accogliere 100 milioni di anime? E' chiaro che non siamo in grado di accoglierli per altri motivi di ordine sociale e culturale. Mi si spieghi qual è il criterio logico in base al quale si stabilisce l'insostenibilità. Peccato che non me lo si spieghi. La nostra priorità è diventata quella di non vedere e di non averli tra i piedi".


Con queste parole il Papa ha sancito la differenza tra accoglienza e integrazione. Alcuni dicono che da globalista è diventato "leghista". Che idea si è fatto?


"E' una fase di realpolitik da parte di Bergoglio, non c'è dubbio alcuno. Visto che l'opinione pubblica europea va prepotentemente nella direzione che ho spiegato, quella del "non li vogliamo più tra i piedi", Papa Francesco si è adattato".

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