Siria, prove Usa attacco chimico. Veneziani: "Qualcuno vuole rompere alleanza Trump-Putin"

13 aprile 2017 ore 13:56, intelligo
di Stefano Ursi

Siria, prove Usa attacco chimico. Veneziani: 'Qualcuno vuole rompere alleanza Trump-Putin'
Marcello Veneziani
Secondo quanto ha riferito la CNN, citando una fonte ufficiale americana, militari e intelligence Usa avrebbero intercettato comunicazioni fra militari siriani ed esperti sulla realizzazione dell'attacco chimico. La fonte però, spiega l'emittente americana, avrebbe precisato che gli Usa non sarebbero stati al corrente preventivamente dell'attacco e che le intercettazioni sarebbero parte di materiali raccolti costantemente nelle zone di Siria e Iraq. La strategia di Trump è cambiata davvero? C'è il rischio di un nuovo scenario iracheno? La posizione dell'Italia? Così a IntelligoNews il giornalista e scrittore Marcello Veneziani: ''Credo ci siano stati molti mediatori che nel tempo hanno tentato di scongiurare l'alleanza fra Trump e Putin, e quindi, con la Siria, e hanno così toccato il nervo scoperto per far saltare quell'alleanza, che significava un'intesa di area non solo con Damasco, ma anche con l'Iran''.

Crede alle notizie emerse in queste ore secondo cui ci sarebbero intercettazioni, in possesso degli Usa, tra militari ed esperti siriani sulla preparazione del presunto attacco chimico?

''Io credo innanzitutto che prima di definire un capo di Stato un animale e di essere sicuri di averlo visto usare strumenti chimici bisognerebbe fare una vera inchiesta, anche perché ci sono precedenti storici clamorosi, come l'intervento in Iraq, e sappiamo che ci sono altre potenze di area geografica attigua che hanno tutto l'interesse nell'affossare Assad. Nel momento in cui stava vincendo, perché la follia di usare armi chimiche e per di più contro bambini? Non giuro, per così dire, sulla santità di Assad ma sulla sua lucidità e utilità, e non mi pare normale che possa aver scelto una strada del genere. Dunque, per prima cosa, sarei molto cauto. Se devo dare un'interpretazione di tutta questa vicenda, però, credo ci siano stati molti mediatori che hanno tentato di scongiurare l'alleanza fra Trump e Putin, e quindi, con la Siria, e hanno così toccato il nervo scoperto per far saltare quell'alleanza, che significava un'intesa di area non solo con Damasco, ma anche con l'Iran. Un'alleanza, con tutta evidenza, contraria ad alcuni interessi militari, strategici ed economici degli Stati Uniti''.

Siria, prove Usa attacco chimico. Veneziani: 'Qualcuno vuole rompere alleanza Trump-Putin'
Siria
La strategia di Trump, dunque, secondo Lei cambia veramente o, come dicono in molti, siamo di fronte ad un gioco delle parti?

''Da questa vicenda, in realtà, emerge che Trump non ha una strategia. Va ad orecchio, funziona secondo le utilità del momento ed evidentemente, avendo una grande non conoscenza di temi internazionali, si affida molto all'interpretazione degli esperti. E specialmente quando essi sono in divisa, si crede che possano avere una ragione in più per tutelare interessi americani. Io, dopo 25 anni di politica mediorientale americana, ho seri dubbi''.

In molti fanno un'analogia con il caso Powell, con l'attacco all'Iraq. Lei vede quest'analogia?

''C'è il fondato rischio, dopo aver attaccato, distrutto ulteriormente e definitivamente la Siria e magari aver cacciato e ucciso il dittatore, che si scopra che questo arsenale chimico non ci fosse o che fosse già stato dismesso da parecchio tempo. Questa è una probabilità molto alta, perché il meccanismo è esattamente lo stesso che abbiamo visto in Iraq; mi sembra davvero un'altra guerra inutile, sbagliata e che per di più crea una zona franca per i terroristi, rianimando Isis e il Califfato, perché questo è il primo effetto conseguente all'attacco americano''.

In un clima che molti definiscono di ''nuova Guerra Fredda'' fra Usa e Russia, come si inserisce la visita di Mattarella a Mosca?

''Io spererei che questa visita fosse un segnale che l'Italia non si riconosce del tutto nelle scelte della politica americana e, di conseguenza, di quella europea. Temo però che si tratti semplicemente di un impegno pregresso, avvenuto perché doveva avvenire, era nel protocollo: non mi pare che né Mattarella né Gentiloni abbiano un'autonomia strategica tale da poter pensare cose di questo genere. Se fosse così me ne compiacerei davvero, vorrebbe dire che l'Italia è su un piano diverso e che ha capito quanto ha sbagliato a seguire gli alleati in Libia, Iraq e altri Paesi e che non vuole ripetere del tutto l'errore. Anche se bisogna dire che quegli aerei partono dalle nostre basi militari,  e in qualche modo siamo sempre coinvolti''.

#Siria #attacco #Usa #Russia #Trump #Putin
autore / intelligo
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