Governo Gentiloni, Esposito (PD): "Non buttare via risultati raggiunti finora''

13 dicembre 2016 ore 13:25, intelligo
di Stefano Ursi

L'esecutivo Gentiloni è in queste ore alla prova della fiducia della Camera dei Deputati e si dibatte, sui media e nell'opinione pubblica, su quanto durerà e su quali obiettivi si pone. IntelligoNews ha chiesto l'opinione del senatore Pd Stefano Esposito, che ha puntato il focus sulla necessità di ''dare al Paese un governo in carica'' fino alle prossime elezioni e sul ''non buttare via tutto quello è stato fatto in questi anni''.

Secondo Lei il governo Gentiloni sarà di lungo respiro oppure no?

''Io rimango fermo al fatto che si è dato vita a questo governo per rispondere, prima di tutto, all'esigenza di attendere la sentenza della Corte Costituzionale e poi di dare un governo in carica che prosegua il lavoro di monitoraggio ed eventualmente di intervento sul tema delle banche. Auspico, al più tardi, il voto a Giugno''.

Un governo in coerenza con l'operato di Renzi?

Governo Gentiloni, Esposito (PD): 'Non buttare via risultati raggiunti finora''
''Renzi è stato coerente con quanto detto e noi oggi non dobbiamo buttare via tutto quello che è stato fatto in questi anni, anzi. Occorre prendere atto del dato politico che emerge dal referendum, e infatti portiamo legittimamente il Paese al voto affinché siano i cittadini a decidere da chi vogliono essere governati, ma questo non significa che le riforme e tutto quanto fatto per il Paese sia da buttar via''.

Questo nuovo esecutivo inciderà sul prossimo Congresso del Pd?

''Mi paiono due cose distinte, visto che il Congresso sarebbe stato fatto comunque, qualsiasi fosse stato il risultato del referendum; lo si era detto in tempi non sospetti, rispetto al dato referendario. Il Congresso, per come la vedo io, può essere un'occasione importante, perché noi, in ogni caso, qualche riflessione sullo stare in un partito e sulle politiche che esso deve fare, abbiamo la straordinaria necessità di farla. Il che, ripeto, non equivale a gettare via tutto quello che è stato fatto, ma qualche correttivo va di certo apportato; se penso, solo per fare un esempio, al fatto che abbiamo investito più di quattro miliardi per la scuola e assunto più di centomila persone ma abbiamo gran parte del mondo della scuola contro, mi viene da dire che qualche domanda ce la dobbiamo fare. Non si tratta di una conta generica per la leadership, perché se fosse così servirebbe davvero a poco''.
autore / intelligo
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