Governo Gentiloni, Boccia (Pd): "Cosa riconosco a Renzi e cosa fare ora"

13 dicembre 2016 ore 13:25, Adriano Scianca
Legge elettorale, innanzitutto. Poi scuola, banche e province. Il deputato del Pd Francesco Boccia detta l'agenda al governo Gentiloni. E a IntelligoNews spiega: "Stavolta dobbiamo ascoltare di più".

Che aspettative ha nei confronti del nuovo esecutivo?

«Il governo Gentiloni deve completare la legislatura e accompagnare il Parlamento a fare una legge elettorale che spero sia il risultato di un confronto tra tutti i gruppi parlamentari. L'errore fatto sulla riforma costituzionale, e condizionato anche da una nostra incomprensibile arroganza, non va ripetuto. Mi auguro che i partiti di opposizione colgano l'occasione per fare la legge elettorale insieme. Certo non aiuta l'atteggiamento di 5 stelle e Lega». 

Governo Gentiloni, Boccia (Pd): 'Cosa riconosco a Renzi e cosa fare ora'

Quali sono le priorità di Gentiloni?

«Sul piano economico e sociale ci sono molte cose da fare in fretta. Per esempio completare la riforma della scuola e dare entro settembre certezze agli insegnanti. Pensiamo alle banche, con un decreto che consenta gli aumenti di capitale. Le province, poi, sono state ibernate: noi non votiamo per le province ma le province continuano a esistere. Bisogna intervenire».

Quale bilancio trarre dall'esperienza del governo Renzi?

«L'insegnamento da trarre da questi tre anni di corsa forsennata è che a volte è bene non correre quando ci sono vicende connesse all'interesse di tutti. Alcuni argomenti vanno approfonditi bene. In ogni caso l'organizzazione dello Stato, 70 anni dopo, deve essere cambiata. Renzi ha fatto delle cose, io gli riconosco il merito di aver scosso il Paese, ma ho sempre criticato la mancanza di ascolto».

Il governo Gentiloni sembrava destinato a risolvere poche emergenze immediate e accompagnarci alle elezioni. Il suo discorso, però, è stato quello di un premier di un governo “vero”...

«Ogni governo è vero. In ogni caso siamo nell'ultimo anno di legislatura, le camere verranno sciolte a dicembre 2017. Se si deve votare a giugno, anziché a febbraio – ci sono 7 mesi di differenza – non lo decido io, lo decide Mattarella, anche sulla base del lavoro che verrà fatto sulla legge elettorale. Se l'avremo ad aprile si voterà a giugno, se la legge elettorale non c'è non si può votare. La corsa per la corsa non funziona. Vorrei che la prossima legge elettorale durasse per 30 anni e che il prossimo governo fosse nelle condizioni di durare 5 anni. Tutti quelli che vogliono speculare sulla caduta del governo Renzi voterebbero domani mattina, ma non possiamo fare altro caos».

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