Direzione Pd, Chiara Geloni: "Se si va a Congresso non chiamatela più minoranza"

13 febbraio 2017 ore 13:27, Andrea De Angelis
La Direzione del Partito Democratico odierna è sicuramente la più importante degli ultimi due anni. Potrebbero infatti arrivare le dimissioni da segretario di Matteo Renzi, funzionali alla convocazione di un Congresso nel più breve tempo possibile. Ma cosa farà davvero l'ex premier e cosa dovrebbe fare? La cosiddetta minoranza Pd pensa di avere, in vista del congresso, dei numeri superiori alla maggioranza? Queste ed altre domande IntelligoNews ha posto alla giornalista Chiara Geloni, già direttrice di YouDem...

Cosa farà oggi Renzi e cosa dovrebbe fare?
"Su cosa farà non mi pronuncio, sono della scuola Emiliano: finché non vedo non credo a niente di quello che leggo sui giornali. Nessuno sa quello che Renzi ha in testa e anche questo fa parte del suo modo di gestire il partito". 

Cosa dovrebbe invece fare?
"Quello che purtroppo non è riuscito mai a fare, comportarsi come un leader che ha a cuore tutto il Pd e dunque fare ciò che è bene per il partito e per l'Italia. Dovrebbe dire parole chiare innanzitutto sull'Italia che il Pd non può tenere appesa alla battaglia politica interna. Dire se sostiene il Governo Gentiloni, se il Pd prende tempo per ridefinire la propria proposta politica in un Congresso che dia il tempo di discutere e condividere idee. Se intende il Congresso anticipato, come scrivono molti giornali anche oggi, funzionale solo a poter votare il prima possibile per provare a tornare a Palazzo Chigi". 

Ipotizziamo che Renzi si dimette, si va al Congresso e avendo i numeri dalla sua parte rivince. Cosa accade, la scissione? Un Renzi bis come verrebbe accettato?
"Abbiamo già stabilito chi ha vinto il Congresso così! Invece bisogna farlo, vedere chi si candida, ascoltare le proposte in campo. Questo partito ha bisogno di politica ed io spero che nel Congresso ci siano le condizioni per parlarne. Quale legge elettorale, quale programma per l'Italia, come si fa a vincere e governare in un sistema politico che è diventato tripolare. Analizzare anche gli errori fatti in questi anni. Non possiamo partire dalla fine". 

Direzione Pd, Chiara Geloni: 'Se si va a Congresso non chiamatela più minoranza'
Non possiamo partire dal leader?

"Non possiamo partire dal leader e in questo momento non sappiamo neanche quali siano le sue idee (ride, ndr). Oltre all'idea di voler far precipitare la situazione per tornare al Governo, non capisco quale riflessione abbia fatto per analizzare la sua stagione politica come segretario e come premier". 

Se la minoranza del Pd si chiama così e poi si va a Congresso, non c'è il rischio che a mancare siano i numeri, oppure dovremmo chiamarla in un altro modo? Anche le parole hanno un peso.
"Domanda giusta. Se si va a Congresso non c'è più maggioranza, nè minoranza. Vedremo chi sostiene Renzi se si ricandida, non è detto che tutti quelli che l'hanno sostenuto continuino a farlo. Chi sarà minoranza e chi maggioranza lo deciderà il Congresso. 

Abbiamo visto cosa è successo in Francia ai socialisti con Valls strafavorito, ma battuto dal candidato meno moderato, ovvero Hamon. La minoranza Pd, chiamiamola ancora così, vuole emulare l'impresa di Hamon?
"Ci sarebbe da fare un'ampia riflessione anche su questo. Le consultazioni interne dei partiti occidentali negli ultimi tempi stanno dando risultati molto positivi alle proposte molto critiche sulle esperienze di governo del centrosinistra degli anni passati. Non penso solo ad Hamon, ma anche a Sanders che è stato un avversario ostico per Hillary Clinton. Così come il segretario dei laburisti Corbyn che ha vinto due volte il Congresso del suo partito. Questa è una riflessione che va fatta senza pregiudizi, senza pensare che una proposta di sinistra sia per forza perdente. L'emergere dei partiti populisti antisistema dimostra che quello schema in base al quale si vince al centro, con una maggioranza di elettori moderati che aspetta di essere sedotta da proposte centriste forse è un po' antiquata. Sarebbe bene che il Pd facesse questa riflessione". 

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