Direzione Pd, Cacciari: "Il futuro di Renzi è legato a Gentiloni"

13 febbraio 2017 ore 15:46, Andrea De Angelis
La Direzione odierna del Pd segnerà un punto di non ritorno nella casa dei democratici. Renzi si dimetterà da segretario del partito? Si andrà rapidamente al Congresso o lo stesso sarà solo uno strumento per andare alle urne e rottamare il neonato Governo Gentiloni? Queste e altre domande IntelligoNews ha posto un attimo prima dell'inizio della Direzione al professor Massimo Cacciari...

Cosa dovrebbe fare oggi Matteo Renzi?
"Secondo me proprio dal suo punto di vista dovrebbe dimettersi e aprire con calma una fase congruessale. Senza porre do ut des sulle sue dimissioni e la liquidazione in tempi rapidissimi del Governo Gentiloni. Dovrebbe semplicemente dimettersi, aprire la fase congressuale e lasciare che il Governo vada avanti fino a quando può farlo. Questa sarebbe una cosa che spiazzerebbe completamente le opposizioni, mettendolo in una posizione di forza e serietà. Anche di senso dello Stato". 

Se non farà così?
"Se pone invece la questione di netto, cioè che domani il Governo Gentiloni andrà a casa, non ci sarà nessun accordo e si sfascerà tutto. Ma per modo di dire, perché lei sa che da tre anni vado ripetendo che è già tutto sfasciato". 

Direzione Pd, Cacciari: 'Il futuro di Renzi è legato a Gentiloni'
Nell'ottica che tutto sia già sfasciato, se Renzi dovesse vincere il Congresso e avere così il bis alla segreteria, la scissione a quel punto sarebbe inevitabile?

"Anche da questo punto di vista gli converrebbe seguire il mio consiglio. Se fa in quel modo e vince il Congresso, laddove gli altri decidessero di andarsene passerebbero dalla parte del torto. Questo è evidente. Se fa il Congresso e lascia andare avanti il Governo, questi dell'opposizione il Congresso devono farlo. Non possono evitarlo. E se Renzi lo vince e loro se ne vanno, lo faranno portandosi dietro un torto marcio". 

Chiara Geloni ci ha detto che se la minoranza del Pd otterrà il Congresso, non dovrà più essere chiamata così. Ha ragione, veramente potrebbe diventare la maggioranza?
"La chiamino come vogliono, dipenderà dal Congresso. Se Renzi invece si dimette, ma chiede di andare a votare subito la minoranza non ci sta e a quel punto sarà inevitabile una rottura definitiva. E aggiungo finalmente, perché non se ne può più di questa farsa". 

Volgendo lo sguardo alla Francia, abbiamo visto che Hamon ha battuto Valls. In Italia è possibile che accada lo stesso, che perda la parte più moderata?
"Il Partito socialista francese ha grandissime tradizioni, potrà pure essersi indebolito, ma ha una fortissima continuità. Si tratta del partito che ha partorito Mitterrand e quindi ha anche un senso di appartenza che nel Pd manca completamente. Il Pd è un insieme mal riuscito di forze completamente diverse. Il disegno del grande partito, come ho sempre detto, era evidente che fosse fallito già due giorni dopo la sua costituzione".

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