Centrodestra unito, Santanché (FI): "Tra Silvio, Salvini e Meloni non ci sono idee inconciliabili"

13 giugno 2017 ore 17:08, Americo Mascarucci
In un'intervista al Corriere della Sera, il Governatore della Liguria Giovanni Toti ha lanciato l'idea del partito unico del centrodestra. Sulla scia dei risultati delle elezioni amministrative che hanno disegnato un'Italia nuovamente bipolare fondata sulla contrapposizione centrodestra-centrosinistra, Toti torna a rilanciare l'unità del centrodestra attraverso l'idea di un listone o partito unico che veda insieme Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia. Idea che per il momento non sembra aver acceso facili entusiasmi soprattutto dalle parti del Carroccio. L'intervista di Claudio Borghi  ne sarebbe la conferma. Chi invece è convinta che l'idea possa trovare concretezza è Daniela Santanché parlamentare di Forza Italia e fondatrice del Movimento "Noi Repubblicani- Popolo Sovrano" intervistata da Intelligonews.

Toti ha lanciato l'idea del partito unico del centrodestra. Nella Lega la proposta non è stata accolta con grande entusiasmo e anche dentro Forza Italia non tutti avrebbero esultato. Lei è fra questi?

"Mi pare ci sia un dato evidente da considerare. I cittadini italiani in questa tornata amministrativa hanno premiato le coalizioni, l'unità del centrodestra, intorno a ottimi candidati sindaco e programmi condivisi. Credo quindi che si debba stare insieme ad ogni costo. Che poi questa unità si manifesti sotto forma di partito unico o di federazione ha poca importanza. la forma non è certo un problema. Sono pienamente d'accordo con Giovanni Toti e spero lo siano in molti nel centrodestra".
Centrodestra unito, Santanché (FI): 'Tra Silvio, Salvini e Meloni non ci sono idee inconciliabili'

Partito unico o federazione, basta che il centrodestra sia unito. Ma come? Su quali basi?

"Il collante è un programma che deve rispondere ai bisogni degli italiani e offrire loro un'alternativa credibile di governo. Noi dobbiamo andare a governare questo Paese e risolvere i problemi che hanno creato questi ultimi governi non eletti dal popolo. Per cambiare l'Italia dobbiamo però vincere e si vince solo se uniti".

Intanto però Silvio Berlusconi esprime apprezzamento sulla proposta di premierato per Mario Draghi. Questo non è in conflitto con il sovranismo anti-europeista di Matteo Salvini?

"A me Dragi premier non piacerebbe perché, pur avendo fatto bene il suo lavoro, non credo possa essere il premier di questa coalizione. Detto questo però non dobbiamo dimenticare che chi ha lanciato la doppia moneta si chiama Silvio Berlusconi, chi ha detto che questa Europa è da cambiare si chiama ancora Berlusconi, quindi a mio giudizio è sbagliato parlare di sovranismo o non sovranismo. Il presidente Berlusconi non mi sembra abbia idee inconciliabili con quelle di Salvini e della Meloni. Una convergenza si può trovare senza problemi. Ripeto, l'unica strada per vincere è quella dell'unità del centrodestra, altre non ne vedo. Una strada alternativa ci sarebbe pure, quella di fare l'accordo con Renzi ma non credo che sarebbe accettata e premiata dai nostri elettori. Quindi la escludo".

Salvini ha rilanciato in queste ore il sistema maggioritario, mentre Berlusconi sembra insistere col proporzionale. Dopo i risultati delle amministrative, quale soluzione è auspicabile?

"Il proporzionale cancella le coalizioni e il messaggio che gli italiani ci hanno trasmesso con queste amministrative è ben diverso. Anche perché siamo tornati bipolari dopo che il M5S è stato cancellato dalla mappa dei comuni italiani".

Non teme un effetto May? Nel momento in cui si deve stare insieme inevitabilmente si dovranno armonizzare anche le posizioni di ciascuno. Il rischio non è poi quello di ammosciare la proposta politica complessiva e rischiare di uscire indeboliti come accaduto ai conservatori in Gran Bretagna divisi sulla Brexit fra linea dura e soft?

"Il problema a mio giudizio non si pone. Governiamo insieme in Lombardia, Veneto e Liguria e gli elettori sono soddisfatti del nostro operato. Quindi non vedo perché dovremmo ammosciare le nostre posizioni dal momento che sono proprio quelle che ci fanno vincere e ci fanno governare bene. Ho l'impressione che si facciano tante inutili discussioni sul nulla, ossia su presunte divergenze insormontabili fra di noi che in realtà non sono affatto tali".


 






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