Lodi, per Meluzzi: "'Legittima difesa è un diritto naturale posto da Dio non da stati sovrani"

13 marzo 2017 ore 12:18, intelligo
di Stefano Ursi

La vicenda di Lodi in cui un ristoratore ha sparato, dopo una colluttazione, ad un ladro che si era introdotto nel suo locale di notte assieme ad alcuni complici, ha riacceso, ormai da tre giorni, la questione della legittima difesa. Fin dove è possibile stabilire la proporzionalità o meno della propria reazione? Cosa scatta nella psiche di chi si trova in frangenti come questo? IntelligoNews lo ha chiesto al prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra, che ha parlato di ''antico diritto naturale che precede i diritti degli stati sovrani: difendere se stessi e i propri cari''.

Che idea si è fatto dalla vicenda di Lodi?

Lodi, per Meluzzi: ''Legittima difesa è un diritto naturale posto da Dio non da stati sovrani'
''La faccenda è duplice. Una è di carattere specifico e riguarda la dinamica dei fatti che il signore racconta e che a me pare credibile, ovvero di essersi trovato al buio in presenza di quattro aggressori, trascinato per un braccio ed è partito un colpo dal fucile; questa potrebbe essere la dinamica reale dei fatti, che, a mio parere, lo assolverebbe completamente. Io trovo, però, e questa è la seconda cosa, che debba essere assolto anche se le cose fossero andate diversamente, e avesse sparato deliberatamente, e lo dico con tutto il cuore, perché ritengo che un'incursione notturna dentro una casa sia del tutto equivalente ad un'aggressione fatta ad un corpo da un uomo armato. Il trincerarsi dietro alla teoria dell'eccesso colposo di legittima difesa mi pare plausibile, perché, ad esempio, pensare che una persona svegliata di notte nella sua camera da sconosciuti in presenza di moglie e figli possa stabilire con razionalità la proporzionalità o meno della sua reazione, mi pare semplicemente una follia. Chiunque entri, armato o disarmato, in casa altrui di notte deve mettere in conto la possibilità, per un antico diritto naturale che precede i diritti degli stati sovrani, che esiste il diritto delle persone di difendere se stessi e la propria famiglia con tutti gli strumenti che in quel momento ci sono a disposizione. Ritengo dunque che sia necessaria una nominatio legis precisa, e sono d'accordo con chi l'ha, detto Salvini in primis, e senza di questa i tribunali si troveranno nella necessità di stabilire lo stato di necessità per chi si viene a trovare in queste situazioni. Ritengo che sia legittimo e sacrosanto, di fronte a Dio e agli uomini. Perfino Sant'Agostino e San Tommaso dicono che chi rinuncia a difendere i propri cari, anche con la spada, non è evangelico ma vile''.

Insomma, secondo Lei non è possibile in quei frangenti, stabilire razionalmente la giusta proporzione della propria reazione?

''Ovviamente è impossibile. Lei immagini nottetempo di vedere degli sconosciuti nella stanza in cui dorme con sua moglie e nella stanza accanto dove dormono i suoi figli e figlie: è possibile stabilire quella che è la giusta proporzione o meno della reazione? Un padre di famiglia può stabilire, in quel contesto, se deve o non deve difendersi, se l'aggressore è armato o meno, se vuole usare violenza o meno? Ma di che parliamo?''

Molto si parla di una legge al riguardo, secondo Lei che caratteristiche normative dovrebbe avere?

''La legge, come negli Stati Uniti, dovrebbe interamente scagionare chi dentro casa propria si difende, perché chi entra dentro una casa nottetempo mette in atto una violenza, in tutto e per tutto assimilabile alla penetrazione di un corpo umano''.

Cosa scatta, psicologicamente, nella persona che si viene a trovare in momenti come questo?

''Scatta un riflesso normale, arcaico di difesa che appartiene ad un diritto naturale posto da Dio nel cuore degli uomini, ovvero difendere se stessi e la propria famiglia. Lo ripeto, è un diritto naturale come la pioggia e il sole, che nessuna legge di nessuno stato potrà vietare. Gli uomini, fin dall'inizio dell'evoluzione umana e dal creatore, hanno il diritto di difendersi. Mi pare veramente un'ovvietà e discuterne un'offesa all'intelligenza''.

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autore / intelligo
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