Lodi, dibattito sulla legittima difesa. Roberta Bruzzone: "Rischio di grossi guai"

13 marzo 2017 ore 13:46, intelligo
di Stefano Ursi

La vicenda di Lodi in cui un ristoratore ha sparato, dopo una colluttazione, ad un ladro che si era introdotto nel suo locale di notte assieme ad alcuni complici, ha riacceso, ormai da tre giorni, la questione della legittima difesa. Su questo IntelligoNews ha sentito la criminologa e psicologa forense, Roberta Bruzzone: ''Esiste una legge, quella vigente, che permette di rispondere a determinate tipologie di aggressioni nella misura proporzionale al rischio corso. Fare generalizzazioni in contesti del genere è sempre pericoloso''.

Dopo la vicenda di Lodi si è riaperto il dibattito sulla legittima difesa, questione sempre delicata. E più complessa di quanto potrebbe sembrare.

Lodi, dibattito sulla legittima difesa. Roberta Bruzzone: 'Rischio di grossi guai'
Roberta Bruzzone
''E' simile a molti altri casi del genere. Il problema, in casi come questo, è stabilire esattamente la dinamica dei fatti e dimostrare la proporzione fra azione e reazione. Esiste una legge, quella vigente, che permette di rispondere a determinate tipologie di aggressioni nella misura proporzionale al rischio corso. Ovviamente, la legittima difesa presuppone una serie di caratteristiche dell'aggressione subita e della proporzionalità fra i mezzi utilizzati per reagire e quelli per subiti la minaccia. Se questa proporzionalità non c'è l'accusa è di omicidio. Se, come emerge, i soggetti in questione non erano armati, a prescindere dalla valutazione più benevola del magistrato in questo tipo di circostanze mettendo nel calderone lo choc da aggressione e l'esasperazione della situazione in generale, mi aspetto parecchi guai per la persona''.

Quanto è possibile, in quei frangenti, stabilire la giusta proporzionalità di quanto si sta facendo? Varia da persona a persona?

''Indiscutibilmente varia da persona a persona, e dalla portata della minaccia, che può riguardare solo la persona o magari anche un familiare presente. Ovviamente tutto questo deve essere valutato attentamente e puntualmente, caso per caso, e fare generalizzazioni in contesti del genere è sempre pericoloso. È indubbio comunque che vadano parametrate tutta una serie di condizioni in cui il fatto si è verificato. I confini della legittima difesa per scenari come questo, in Italia, sono molto precisi e al momento non mi sembra siano rispettati''.

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