Weinstein, Meluzzi: "Doppi-pesismi della morale. Se sosteneva Trump era stupro collettivo"

13 ottobre 2017 ore 12:16, Andrea Barcariol
Harvey Weinstein, re dei produttori di Hollywood, è stato travolto da accuse e denunce di molestie e abusi sessuali. Alla lunga lista di attrici che hanno rivelato al mondo la loro verità, si è aggiunta anche Lea Seydoux e la top model e attrice Cara Delevingne. Mentre il produttore é stato escluso dai Bafta e la premier Theresa May si é detta d'accordo con la proposta di alcune deputate di revocargli l'Ordine dell'impero britannico, abbiamo intercettato il criminologo Alessandro Meluzzi, che ha analizzato il caso per IntelligoNews.

Caso Weinstein, l'Italia è spaccata tra colpevolisti e innocentisti. Leggendo i giornali, perchè è questa l'unica fonte di informazione al momento, ritiene che il produttore sia colpevole delle molestie? 

"Ci sono addirittura dei saggi in cui si parla del divano del produttore. E' una storica, antica connessione tra mondo dello spettacolo, da Hollywood a Cinecittà, e rapporti sessuali tra attrici e produttori, non è una novità. Non lo sappiamo da oggi, è un concetto su cui si può discutere, non saprei se si tratta di uno scambio alla pari, di un mercimonio, di una forma di sottomissione, di una prevaricazione, di un abuso o di una scelta. Direi che ogni storia è una cosa a sè. Se una giovane donna decide che per spianare una carriera anche questa possa essere una prassi... La donna si può far scegliere anche in base ad altri calcoli. Tutto è pienamente legittimo".

Weinstein, Meluzzi: 'Doppi-pesismi della morale. Se sosteneva Trump era stupro collettivo'
Chi è Weinstein? Si è fatto un'idea? 

"Quest'uomo qui è stato uno dei grandi finanziatori di Hillary Clinton che ha costruito la campagna elettorale sul maschilismo di Trump. Non oso pensare se questo personaggio qui fosse stato il sostenitore della campagna di Donald, cosa si sarebbe detto ora. Si sarebbe gridato allo stupro collettivo sicuramente. Ecco i doppi-pesismi della morale, quella femminista, quella di sinistra politicamente corretta. A me fanno un po' schifo, non tanto per ragioni ideologiche, ma perchè ci allontana dalla logica".

Ma secondo lei, occorre parlare di stupro, ricatto sessuale, violenza psicologica... o cos'altro? 

"Parlerei di scambio sessuale in generale, poi ogni caso ha un contenuto diverso. Se un uomo decide di utilizzare il suo potere i tutti gli ambiti accademico, politico, economico, è innanzittuto uno sfigato, in secondo luogo è moralmente riprovevole, in terzo luogo è di cattivo gusto. La condanna è già emessa. Quanto alle donne ognuna risponde al proprio buon gusto, alla propria morale, alla propria coscienza. Eviterei il vittismo inutile". 

Solo in Italia mi criticano per il caso Weinstein. 

"Mi sembra ormai siamo di fronte a una tempesta in una tazza di the. Tolto, quella specie di maialone americano, analizzando il caso Weinstein, mi pare solo che da questo momento potrà solo che avvanteggiare chi entra in questa kermesse. Ci sono ben altre faccende di cui occuparsi per quanto riguarda la violenza alle donne. C'è l'infibulazione in Africa per esempio".

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