ESCLUSIVA, Chef Rubio: "A Pasqua a casa mia l'abbacchio. Poi inizio con 'Uno sporco lavoro'"

14 aprile 2017 ore 11:16, intelligo
di Stefano Ursi

Lo abbiamo visto girare in lungo e in largo l'Italia, a caccia di sfide sui piatti della tradizione italiana. Da nord a sud, una regione dopo l'altra, un piatto dopo l'altro, ha raccontato lo stivale in tema culinario. Con un'attenzione a tutto ciò che gira intorno alla cucina: dialetti, colori, ambienti umani e culturali. Ma Chef Rubio, al secolo Gabriele Rubini, è molto di più di questo. La sua vita, come lui stesso ci dice, è un viaggio fra le sfaccettature delle mille passioni che la costellano. Dal rugby alla cucina, che è divenuta una professione, allo studio di nuovi percorsi di valorizzazione del made in Italy, pensando ai consumatori e ai produttori. Ora, dopo il grande successo di Unti e Bisunti, Rubio è pronto per una nuova avventura televisiva, ''E' uno sporco lavoro'', che lo vedrà in panni diversi ma sempre in viaggio. Sempre in Italia, per raccontare qualcosa di poco conosciuto ma che ha a che fare con la vita quotidiana di tante persone, il cui lavoro è spesso dimenticato.

ESCLUSIVA, Chef Rubio: 'A Pasqua a casa mia l'abbacchio. Poi inizio con 'Uno sporco lavoro''
Origami/ Credit - G.Biancofiore
Raccontaci Gabriele Rubini e Chef Rubio. Sono in qualche modo differenti? Com'è stato il passaggio dal rugby alla cucina e poi alla tv?

''Gabriele Rubini e Chef Rubio sono esattamente la stessa persona, non c'è recitazione. Quello che avete visto sono sempre io, poi, a seconda delle situazioni, mi spingo più o meno oltre, ma sono sempre la stessa persona. Il passaggio è stato fra passioni e professioni che sono venute in corso d'opera e sono state pescate dal mazzo delle mille cose che compongono i miei interessi''.

Unti e Bisunti, un successo clamoroso. C'è ancora il bisogno di raccontare il cibo italiano? Quello della tradizione? Che ci riporta alle identità regionali e locali?

''Per quanto riguarda me al momento no, perché l'ho già raccontato per tre stagioni. Però questo non toglie che se ci sono altre tipologie di racconto, sarebbe bello prendere in esame tutte le micro-realtà del fantastico panorama italiano. Unti e Bisunti è passato, ma mi auguro che le persone prendano in esame quegli spunti per farlo realmente: se non va in onda in televisione, non vuol dire che non può essere fatto''.

ESCLUSIVA, Chef Rubio: 'A Pasqua a casa mia l'abbacchio. Poi inizio con 'Uno sporco lavoro''
Un'istantanea del nuovo programma/ Credits - Francesco Margutti Photomovie
Il prossimo programma ''E' uno sporco lavoro'': quanto sarà diverso questo programma e quanto sarà diverso Chef Rubio?

''Rubio viene da Rubini, è un nomignolo che mi porto dietro dal rubgy, dagli amici: basta togliere la parola 'chef' e rimane Rubio come uomo, che vive anche al di fuori della professione di cuoco e dunque non c'è nessuna diversità. Anche in questo sono sempre io. Il programma è un viaggio, simile per tipologia a Unti e Bisunti perché attraversiamo tutto lo stivale e cerchiamo di raccontare, invece delle realtà tradizionali della cucina italiana, quelle della laboriosità e della fatica con cui si alcune persone si dedicano ancora a certi mestieri; la loro giornata tipo, mostrandone le cose belle e quelle più difficili o più pericolose. Il metodo è sempre lo stesso, solo che si raccontano delle realtà che non vivono sotto una splendida luce o non vengono considerate come lavori fondamentali quando invece lo sono, e spesso non ricevono neanche un grazie''.

Al Fuorisalone di Milano è andato in scena ''Origami Italiani'': partire dall'antica tradizione del fatto a mano per creare una nuova visione economica e culturale, che coinvolge i produttori e i consumatori?

''Origami Italiani è un prodotto che ho fatto disegnare da Filippo Protasoni, un mio amico designer, che mi portavo dietro dal 2010 e che finalmente ha preso forma, ed è ora in attesa di capire quale tipologia di futuro avrà. Questo prodotto integra un nuovo modo di trasportare in maniera veloce una cosa che è rimasta intatta nel tempo, la pasta fresca. Si tratta di un assist oltre che ai consumatori anche ai produttori, i quali possano avere questa sorta di rotolo che non impatta minimamente sullo spazio del negozio. Confezioni che possono essere strappate e piegate in pochi gesti come un origami''.

Arriva la Pasqua e come ogni anno impazza la polemica sull'agnello si o l'agnello no. Fra vegani e sostenitori della tradizione. Anche la politica si accoda. Tu come la vedi?

''Che a Pasqua a casa mia si mangia l'abbacchio. E che ognuno faccia ciò che ritiene più giusto e secondo i suoi dettami. Se poi la politica si accoda a questo tipo di polemiche vuol dire che davvero non c'è niente di meglio da fare, con tutto quello che succede nel mondo''.

Per i nostri lettori: consigli di Chef Rubio per Pasqua?

''Sicuramente di non uscire di casa perché mi pare che le previsioni, come da 33 anni a questa parte che io ricordi, siano di brutto tempo...''

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