Lo psichiatra Crepet spiega chi è l'ultimo Donald Trump: "Orgoglio americano e arroganza"

14 aprile 2017 ore 12:15, Andrea Barcariol
Dalla dura posizione contro la Russia e Assad, definito "un animale", alla "madre di tutte le bombe", sganciata ieri in Afghanistan. Donald Trump non smette di far parlare di sé, soprattutto per l'aggressivo atteggiamento in politica estera, in netto contrasto con quanto dichiarato durante la campagna elettorale. Anche le dichiarazioni del presidente Usa nei confronti della Corea del Nord ("Se non ci aiuta la Cina faremo da soli") fanno paura. IntelligoNews ha chiesto l'opinione su questo discusso personaggio al prof. Paolo Crepet, psichiatra.

Lo psichiatra Crepet spiega chi è l'ultimo Donald Trump: 'Orgoglio americano e arroganza'
Trump in politica estera si sta comportando molto diversamente rispetto a quanto promesso in campagna elettorale. Il ruolo del presidente degli Stati Uniti può aver preso il sopravvento sull'uomo?


''Non mi pare che sia in totale contrasto, è un uomo che esalta l'orgoglio americano, ha l'idea dell'America come censore della democrazia e un atteggiamento un po' arrogante. Quello che farà è molto difficile da capire, se si arriverà alla guerra si perde tutti. Trump rappresenta quello che molti cittadini del mondo occidentale vogliono, Italia inclusa. C'è un risorgimento della figura dell'uomo forte, della personalità autoritaria, mi pare che sia in atto un imbarbarimento. Trump risponde all'America che noi italiani conosciamo poco perché non è New York non è San Francisco è l'America dei piccoli centri, dell'economia agricola, l'operaio che ha votato per Trump noi non lo intercettiamo, noi pensiamo che gli Stati Uniti siano Woody Allen ma non è così''.

I media americani hanno sottolineato come Trump sia rimasto colpito dalla reazione della figlia Ivanka di fronte alle immagini dei bambini morti a Idlib dopo l'attacco chimico?

 ''Non credo che Trump abbia bisogno di vedere la reazione della figlia per capire che non vanno uccisi i bambini con le armi chimiche''.


Fa parte dello storytelling?

''Quello che spetta a lui è spiegarci cosa hanno in mano, ad esempio le fantomatiche armi di Saddam Hussein non erano vere, bisognerebbe capire cosa sa e come fa a saperlo. Queste non possono essere notizie che si tengono per loro, ci faccia sapere quali sono le prove che hanno. Loro dicono che la Siria ha armi chimiche ma Assad nega, però non siamo al bar servono evidenze certe, al di là delle polemiche politiche, la posta in gioco è altissima. Io vorrei sapere cosa ha portato il presidente Trump a fare certe dichiarazioni, io penso che lui abbia le prove, ma ovviamente non le conosco''.

Intanto ieri in Afghanistan ha sganciata la più potente bomba non nucleare.


''La bomba ce l'avevano gli Stati Uniti da una decina di anni, non l'ha fatta Trump se la è trovata già pronta, credo che costi 15 milioni di dollari ogni volta che la usano''.


Secondo lei, viste anche le dure dichiarazioni contro la Corea del Nord, è un uomo che potrebbe passare ai fatti?

''In politica ci sono sempre lingue biforcute, un conto è quello che si usa come slogan ben diverso è passare ai fatti''.

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