Suicida per 10 gr di hashish, Tonelli: "E' da imbecilli collegarlo al giusto intervento di Polizia"

14 febbraio 2017 ore 11:09, Marta Moriconi
Sta facendo molto discutere la vicenda del ragazzo di 16 anni che in provincia di Genova si è tolto la vita gettandosi dal terzo piano davanti ai genitori durante una perquisizione delle Fiamme Gialle nell'ambito della quale è stato trovato in possesso di 10 grammi di hashish. La stessa quantità i Finanzieri l'avevano trovata addosso al ragazzo durante un controllo all'uscita dalla scuola e lui stesso aveva riferito loro che una quantità analoga la deteneva in casa, facendo così scattare la perquisizione domiciliare. 
C'è chi mette sotto accusa la modica quantità di droga, ritenuta non ingente da giustificare una perquisizione a casa davanti ai genitori.
Intelligonews ha chiesto un parere in merito al segretatrio generale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli.

Era proprio necessaria, come denunciano molti, una perquisizione domiciliare di fronte ad una quantità di droga considerata modica?

"Ritengo che la perquisizione sia stata effettuata su disposizione dell’autorità giudiziaria, io sono mortificato per questo ragazzo che ha reagito in questo modo. Credo però ci si debba interrogare sul perché di una simile drammatica reazione. Purtroppo nella vita ci sono momenti belli e meno belli,  c’è la perdita degli affetti, e ci si può trovare anche in situazioni spiacevoli come questa. Se si reagisce in questo modo, ossia suicidandosi, significa che c'è un malessere molto più profondo che va ben oltre la perquisizione domiciliare. In questo caso la Polizia ha soltanto innescato un meccanismo che ha dato sfogo ad un malessere che covava da tempo e che forse non si è compreso fino in fondo. Collegare il suicidio all’intervento delle forze dell'ordine non ha senso. E' da imbecilli". 

Ma per 10 grammi di hashish non si poteva agire diversamente?

"E chi ci dice che c'erano soltanto 10 grammi? Potevano anche esserci 10 chili, la perquisizione si fa proprio per accertare la quantità di droga detenuta. Quello della Polizia, o della Guardia di Finanza in questo caso, è un atto obbligato. Non posso esimermi dal compierlo, non si può dire che le forze dell'ordine potevano essere comprensive verso il ragazzo chiudendo un occhio, evitando di elevare la sanzione amministrativa o i provvedimenti del caso, avrebbero commesso un’omissione di atti di ufficio che è un reato penale. Non spetta a noi decidere. Semmai è il magistrato che ha il potere di prendere certe decisioni. Se qualcuno ora tenterà di utilizzare questa vicenda per sparare contro la Polizia, allora vorrà dire che ci sono persone pronte a speculare sulla tragedia di un ragazzo". 

Ma quanto è diffusa fra i giovani la moda di detenere quantità anche modiche di droga in casa?

"E’ chiaro che è un fenomeno diffuso. La cultura dello sballo purtroppo porta anche a questo. Non credo che tutti i ragazzi tengano la droga in casa, non c'è una moda su questo, ma se noi promuoviamo in televisione fiction come quella su Rocco Schiavone, poliziotto torturatore che si fa cannoni dalla mattina alla sera e compie reati a volontà, poi non ci si deve stupire se passa il messaggio che farsi le canne è normale. Così come è assurdo continuare a promuovere la legalizzazione della cannabis sostenendo che in questo modo si contrasterebbero il traffico di stupefacenti e la criminalità. Sarebbe come dire che per non avere più ladri, basterebbe legalizzare i furti e le rapine".
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