Centrodestra unito, Veneziani: ''L'inciucista e il sovranista? Senza obiettivi non andranno da nessuna parte''

14 giugno 2017 ore 14:28, Stefano Ursi
Due anime in un solo continente. Da una parte Polonia e Ungheria sanzionate e stigmatizzate dall'Europa per aver fatto poco sui migranti, dall'altra la discussione che riprende domani nelle aule parlamentari italiane sul cosiddetto 'ius soli', legge relativa all'acquisizione della cittadinanza italiana ai figli di stranieri nati in Italia. Ed utilizzando il microscopio si vede che la tematica tocca anche le realtà locali, con la sindaca di Roma Virginia Raggi che scrive al prefetto spiegando che Roma non può più accogliere migranti. E ancora, sullo sfondo ma stavolta riportando l'obiettivo sulla lunga distanza, la possibile alleanza fra Salvini e Berlusconi, con tutte le incognite che il tempo e le diverse posizioni su molti temi possono presentare sul percorso. Su questi temi IntelligoNews ha sentito il giornalista Marcello Veneziani.

Centrodestra unito, Veneziani: ''L'inciucista e il sovranista? Senza obiettivi non andranno da nessuna parte''
Marcello Veneziani
Polonia e Ungheria vengono sanzionate (e stigmatizzate) sulla questione migranti, l'Italia torna a discutere lo ius soli.

''Ormai i vertici europei ci indicano una sola strada, che è poi quella della cultura dominante europea: ovvero l'accoglienza acritica dei flussi migratori. Salvo poi avere delle crisi di gestione che sono drammatiche. E di conseguenza accade che vengano sanzionati dei Paesi che liberamente e realisticamente decidono di porre un freno ai flussi migratori, e viceversa vengano sospinti verso aperture, riconoscimenti e allargamenti i Paesi come l'Italia che si trovano sulla frontiera dell'immigrazione clandestina''.

Cosa pensa dello ius soli così come è in discussione?

''Lo ius soli, preso a sé stante così come lo stanno concependo e con il tam-tam demagogico che lo accompagna, è una norma che serve solo a rendere ulteriormente facile e appetibile la presenza in Italia di immigrati. Perché avrebbe avuto un senso se contemperato anche con l'importante valore dello ius sanguinis, del legame con la famiglia, con le responsabilità e i doveri: non basta nascere in un luogo, occorre anche seguire gli studi, imparare la lingua, rispettare le regole e le leggi. Quando si prende una sola norma e la si isola da tutto un contesto, le risultanze sono demagogia, ruffianeria e incapacità poi di gestire le conseguenze''.

Come giudica la presa di posizione della Raggi sull'impossibilità di Roma di accogliere ancora migranti? Si segue la piazza, reale e virtuale, andando così a toccare idee vicine ad esempio alla Lega?

''Io penso che sia stata solo il frutto di un calcolo politico, elettorale e cioè aver visto che non pagano le posizioni del Movimento 5 Stelle, e che uno dei temi più sentiti dagli italiani è il disagio di dover coabitare con i flussi migratori. Quindi è una conversione determinata solamente dalla voglia di incontrare il favore popolare, una cosa che personalmente reputo giusta, solo che è tardiva e non è frutto di una convinzione ma di una convenzienza. E poi rischia di essere solo un'enunciazione teorica, che oltretutto spacca il Movimento 5 Stelle, perché c'è tutta una componente radical-libertaria che non ammette questa stretta decisa, in sostanza, da Grillo. Va solo incontro al consenso elettorale, non è frutto di nessuna riflessione critica, politica e culturale''.

Salvini potrebbe ricostituire un'alleanza con Berlusconi: secondo Lei fa bene?

''Vede, con l'esperienza che abbiamo avuto in questi anni, prima di pensare all'alleanza bisognerebbe capire a che scopo; perché vista così l'alleanza non serve a nulla, ma solo a Berlusconi per presentarsi alle trattative con Renzi e dire 'ho un pacchetto più forte di quello che avevo in partenza e sono in grado di far addomesticare i cosiddetti sovranisti'. Allo stato attuale servirebbe solo a lui per la trattativa, non altro. Penso che un centrodestra con due teste ormai così divergenti, come quella inciucista da un lato e quella sovranista dall'altro, non vada da nessuna parte. Non mi pare una strada praticabile''.

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autore / Stefano Ursi
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