Sinistra, Geloni: "Pd apre a Pisapia? Non ci crede neanche Giuliano"

14 giugno 2017 ore 15:09, intelligo
Impossibile prendere sul serio le aperture di Matteo Renzi a Giuliano Pisapia. Il dialogo tra Pisapia e gli ex Pd di Articolo Uno è invece concreto e trova in Romano Prodi un riferimento comune. Quanto a convergenze tra Pd e Articolo Uno su temi come lo ius soli, non preludono a nessuna alleanza, troppo ampia è la frattura che si è creata. Lo dice a Intelligonews Chiara Geloni , ex direttrice di Youdem, ora alla guida del sito web di Articolo Uno.

Come valuta le aperture di Matteo Renzi a Giuliano Pisapia? È il preludio a un tentativo serio di dialogo nel centrosinistra? 
Non capisco come si possa prendere sul serio un simile apertura: infatti mi pare che neanche Pisapia la prenda sul serio. Fino a ieri la strategia di Renzi era: modello proporzionale e dialogo - in vista di un’alleanza - con Silvio Berlusconi. Il Pd ha bocciato in Aula alla Camera emendamenti di Articolo Uno e di altri gruppi che avrebbero consentito di tornare al maggioritario. Anche ieri, in contemporanea con queste presunte aperture a Pisapia, non fondate su nessun contenuto, ho letto le dichiarazioni di dirigenti del Pd che parlano di alleanze con Zaia e con tutti quelli che hanno votato sì al referendum. Mi pare che prendere sul serio queste dichiarazioni sia veramente difficile.

Che cosa si aspetta dall'appuntamento del 1 luglio convocato da Pisapia nel quadro della costruzione del suo “Campo Progressista”?

Sarà un punto di partenza, ma il dialogo con Articolo Uno già in corso. Campo Progressista e Pisapia hanno partecipato all’evento fondativo e programmatico di Articolo Uno: ci stiamo già confrontando sui contenuti, a partire da un’idea condivisa di centrosinistra di governo. Ho fiducia che il processo che si innescherà il 1° luglio possa continuare.

Evocare – come ieri ha fatto Pisapia – un “padre nobile” quale Romano Prodi è positivo o rischia di complicare questo processo?

Non penso che sarebbe saggio, se fosse possibile, rinunciare a un contributo come quello di Prodi così come a quello di nessuno che abbia avuto un ruolo nella costruzione del centrosinistra e delle esperienze positive di governo che ci sono state, pur con errori. D’altra parte, non è che si stia parlando di candidare Prodi a premier: credo che neanche Pisapia intendesse questo (anche perché non ci sarà un candidato premier se si andrà a votare con il sistema elettorale attuale). Lo stesso Prodi non ha mai fatto assolutamente intravedere la disponibilità a tornare in prima linea. Penso che Pisapia abbia inteso giustamente dire che le radici della “cosa” che nasce sono nell’Ulivo. Non a caso l’incontro del 1° luglio si terrà a piazza Santi Apostoli.

Però su temi specifici, per esempio sullo ius soli al Senato, Pd e Articolo Uno votano insieme. Sono segnali di possibili alleanze, magatri dopo le elezioni?

Finalmente il Pd si impegna su una riforma che era tra le priorità del programma elettorale del 2013. Speriamo che la riforma della cittadinanza basata sullo ius soli possa andare in porto, sarebbe veramente un fatto di civiltà. Detto questo, con il Pd la rottura a sinistra c’è stata ed è una rottura sul metodo, sull’idea di partito, ma anche sui programmi. Ci sono stati passaggi – innanzitutto la riforma costituzionale, la legge elettorale, la “buona scuola”, il jobs act – che parte di quello che allora era il Pd non ha condiviso e ha votato solo per disciplina o addirittura non ha votato. Senza una riflessione critica su questi anni e su quei passaggi, non basterà votare insieme la riforma del processo penale o lo ius soli per superare le fratture esistenti.

#Pisapia #Renzi #Prodi

autore / intelligo
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