Esposito (PD): "D'Alema? Tempo di pensione. E' stato lui il primo scorretto"

14 luglio 2017 ore 12:58, Americo Mascarucci
"Renzi educa i figli ad odiarmi". Lo ha detto Massimo D'Alema commentando un passaggio contenuto nel libro Avanti del segretario del Pd Matteo Renzi. In un'anticipazione diffusa dalla stampa Renzi racconterebbe di come la figlia gli abbia chiesto se poteva fidarsi di Matteo Orfini e se questo avesse davvero rotto i ponti con il dalemismo. Rivelazioni che sembrano gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche già innescate dalle rivelazioni renziane sulla fine del Governo Letta e sulla crisi del Patto del Nazareno. E l'ombra di D'Alema sembrerebbe agitarsi come uno spettro. A questo punto viene da chiedersi come, alla luce di un'evidente rancore personale che ormai divide Renzi e D'Alema oltre la politica, sia possibile rimettere insieme i cocci del centrosinistra. Intelligonews lo ha chiesto al senatore Pd renziano Stefano Esposito
Esposito (PD): 'D'Alema? Tempo di pensione. E' stato lui il primo scorretto'

C'era proprio bisogno a pochi mesi dalle elezioni politiche di un libro così dirompente che va di fatto a peggiorare lo stato dei rapporti fra Renzi e l'ex minoranza Dem, D'Alema su tutti?

"Ma davvero possiamo legare la possibilità o meno di ricostituire un'area di centrosinistra ai contenuti di un libro? Se così fosse meriteremmo l'opposizione a vita. Io non ho ancora letto integralmente il libro di Renzi, che va chiarito non è un libro di gossip ma un libro con il quale il segretario ha voluto raccontare la sua versione dei fatti su tante vicende che hanno prestato il fianco a dietrologie e speculazioni politiche di ogni tipo. Molti contenuti del libro che ho avuto modo di leggere dalle anticipazioni dei giornali, ritengo siano attinenti alla realtà e utili a fare chiarezza su tante sciocchezze sentite negli ultimi 4 anni, dalla crisi del Governo Letta al Patto del Nazareno. Poi mi scusi, quanti leader politici hanno scritto libri prima di Renzi? Soltanto a lui dovrebbe essere vietato farlo?".

Sul Patto del Nazareno Renzi rivela che a farlo saltare furono in realtà D'Alema e Berlusconi che tentarono di trattare l'elezione del Presidente della Repubblica alle sue spalle. Le risulta?

"Il ruolo di D'Alema in quella vicenda non è stato certamente quello del ricucitore, ce ne siamo resi conto in maniera esplicita tutti noi che abbiamo vissuto quelle giornate. Lui ha sempre avuto in testa il nome di Giuliano Amato e ha svolto un lavoro parallelo a quello del Partito Democratico e del Presidente del Consiglio per raggiungere il suo scopo. Che ora D'Alema e i dalemiani cerchino di raccontare un'altra storia è francamente paradossale. Che fra Berlusconi e D'Alema ci sia stata una vera e propria trattativa non ho la prova provata per affermarlo, ma in quei giorni non furono pochi i parlamentari del centrodestra che nell'ambito di colloqui più o meno formali riferirono di un filo diretto fra i due. Ho la sensazione che l'area dalemiana abbia svolto anche azione di ostracismo verso altri nomi che il Pd era pronto a mettere in campo e che non provenivano direttamente dalla storia del Pci".  

Ormai fra Renzi e D'Alema i rapporti sono rotti da ogni punto di vista. L'ex segretario Ds ha adirittura detto che Renzi educherebbe i figli ad odiarlo. Quanto il rancore ormai evidente dal punto di vista personale può ipotecare il futuro politico?

"Parliamoci chiaro, D'Alema non ha mai accettato l'idea di aver perso contro Renzi, non lui direttamente, ma lo schieramento congressuale che lui sosteneva. D'Alema è sicuramente intelligente ma anche molto supponente e politicamente arrogante. Non poteva accettare che quel ragazzino di Firenze le avesse portato via il partito. Mi pare che ad incrinare i rapporti sia sempre stato lui, non Renzi. Certo, se Renzi avesse sostenuto la candidatura di D'Alema a ministro degli esteri europeo l'atteggiamento forse sarebbe stato molto diverso. Non ci fu mai un veto di Renzi come pensa l'ex segretario dei Ds, il suo nome non era gradito a livello europeo. Ora lui dice che Renzi educa gli altri ad odiarlo: mi pare che l'unico che in questa storia odi davvero è D'Alema che è arrivato a dichiarare pubblicamente 'finché sarò vivo, sarò l'ossessione di Renzi'. Un atteggiamento che definirei indegno per un uomo della sua statura politica".

A questo punto, meglio Berlusconi che D'Alema per una futura alleanza?

"Non arriverò mai ad affermare una cosa del genere. Io spero che quanti hanno creato un'alternativa a sinistra del Pd non si lascino trascinare nell'anti-renzismo e non lascino la guida a D'Alema. Da questo punto di vista mi rassicurano le dichiarazioni di Giuliano Pisapia che ha detto chiaramente che non si lascerà intruppare in operazioni politiche che abbiano come obiettivo numero uno odiare Renzi. Il futuro della sinistra non può essere D'Alema e questo spero lo capiscano anche quelli che usciti dal Pd, legittimamente, stanno costruendo una nuova prospettiva a sinistra. Ritengo che D'Alema abbia fatto il suo tempo nel bene e nel male. Nessuno intende disconoscere i suoi passati meriti di leader, ma anche in politica prima o poi arriva il momento di andare in pensione. Per lui quel momento credo sia arrivato". 
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