Chiara Geloni: "Un libro di pettegolezzi da bar. Renzi incapace ad allearsi"

14 luglio 2017 ore 13:58, Americo Mascarucci
Non si placano le polemiche scatenate dalle anticipazioni sui contenuti del libro Avanti di Matteo Renzi con il quale il segretario del Pd sembra voler compiere un'operazione verità sugli anni del suo governo: dal defenestramento di Enrico Letta al fallimento del Patto del Nazareno. Un passaggio del libro ha fatto infuriare Massimo D'Alema: Renzi riferirebbe infatti di come la figlia gli abbia chiesto se fidarsi o meno di Matteo Orfini e se questo davvero non fosse più dalemiano. Per l'ex segretario dei Ds è la prova che il segretario Pd educherebbe i figli ad odiarlo. Ma sono tante le parti del libro che stanno scatenando un acceso dibattito soprattutto a sinistra. Intelligonews ne ha parlato con la giornalista Chiara Geloni direttrice del sito web di Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista.
Chiara Geloni: 'Un libro di pettegolezzi da bar. Renzi incapace ad allearsi'
 

Con Avanti Renzi sembra tentare un'operazione verità arrivando ad affermare che il Patto del Nazareno sarebbe fallito per colpa di Berlusconi e D'Alema che avrebbero tentato di eleggere il Presidente della Repubblica alle sue spalle. Quanto c'è di vero in questo?

"Credo che si tratti di dichiarazioni che si commentano da sole. Tutti sanno come Renzi ha imposto la sua leadership. Ora il suo tentativo di far credere che sia andato a Palazzo Chigi per volere della minoranza Dem mi sembra quantomeno grottesco. Le sue accuse a D'Alema sono a dir poco creative. Queste cosiddette rivelazioni sono la dimostrazione più eloquente di una leadership inadeguata e basata sull'incapacità di assumersi responsabilità per le scelte fatte. Il libro è un'operazione volta unicamente a gettare le colpe sugli altri, a non riconoscere i propri errori se non nei termini di una comunicazione sbagliata. Il Renzi che ne esce è un leader che non ha più niente da dire".

Ma che fra D'Alema e Berlusconi ci sia stato il tentativo di fare scacco matto a Renzi sul Quirinale, questo è vero o no?

"Non so se Berlusconi in quei giorni abbia telefonato a D'Alema, cosa per altro possibile. So per certo che Renzi decise di sostenere la candidatura di Mattarella vendendola all'esterno come una grandissima operazione per tenere unito il Pd. Questo scrissero anche i giornali dell'epoca, perché questa fu la versione ufficiale di Renzi e del Pd. Che lui oggi ci venga a dire che ha fatto saltare il Patto del Nazareno quasi per ripicca perché D'Alema e Berlusconi si parlavano a sua insaputa, fa ridere. Anche perché non dimentichiamo che Renzi ha sempre detto che proprio la mancata condivisione dell'elezione del Presidente della Repubblica fu la causa del fallimento delle riforme condivise. Ora quella grande operazione politica che ha portato all'elezione di Mattarella, il segretario del Pd la spiega quasi nell'ottica di una ripicca da bambino viziato. Meno male che anche gli avversari di Renzi decisero di convergere con grande senso di responsabilità e saggezza sul nome dell'attuale Capo dello Stato, persona di grande serietà ed equilibrio, evitando che potesse ripetersi quanto avvenuto nel 2013".

Secondo D'Alema Renzi educherebbe i figli ad odiarlo citando un passaggio del libro in cui la figlia gli chiederebbe conto sull'effettiva abiura del dalemismo da parte di Orfini? Ma davvero si è arrivati a questo punto?

"Quello che trovo inquietante è che Renzi possa raccontare una cosa del genere in un libro. Questo dà la misura del politico e dell'uomo. Siamo al pettegolezzo da bar".

Con questo libro le distanze fra Renzi e D'Alema aumenteranno? Il centrosinistra riunito è una prospettiva più lontana?

"Questo libro evidenzia l'immagine di un Renzi sempre più isolato, rancoroso, pieno di livore, inadatto a costruire prospettive politiche. Non è che Renzi sia incapace di avere alleati di sinistra, Renzi non ha alleati. Solo chi è renziano può essere alleato di Renzi. Anche dentro il Pd se qualcuno osa criticarlo si becca immediatamente l'accusa di essere un traditore. E' isolato perché così ha voluto lui, per imporre un'idea di politica che non accetta la critica, il pluralismo ma soltanto il servilismo: una sorta di settarismo di maggioranza dove esiste una sola opinione e in cui l'unica scelta possibile è conformarsi ad essa" .


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