Pd 2.0 parla Chiara Geloni: "Dal Lingotto evoluzione paradossale di Renzi"

14 marzo 2017 ore 13:52, Andrea Barcariol
Renzi bocciato alla prova del Lingotto. Chiara Geloni, giornalista ex direttore di Youdem, intervistata da Intelligonews, non risparmia critiche all'ex Premier, soprattutto sulla gestione del ruolo di segretario di partito "lo farà senza nessuna passione".

Che Pd è uscito dal Lingotto?

"Il Lingotto mi è sembrato che abbia avuto un'evoluzione paradossale, è iniziato per raccontarci la storia di un Renzi cambiato che diceva cose di sinistra e guardava con attenzione a parti del partito che aveva trascurato e messo in ombra. L'ultimo giorno però ci ha restituito un Renzi protagonista assoluto, "Maradona" come lo ha definito qualcuno, che parla di "macchietta" quando si riferisce alla bandiera rossa e al pugno chiuso. E' di nuovo il leader di un partito personale".

Delusa?

"Per essere delusi bisogna aspettarsi qualcosa, io non mi aspettavo niente di diverso".

Che partito potrebbe diventerà con Emiliano o Orlando?

"Questo weekend dimostra che la sfida è sbilanciata a favore di Renzi, ritengo che la sua vittoria sia la cosa più probabile. Le primarie, come scritto oggi su Repubblica, non sono un congresso ma consentono la discussione di una linea politica e l'affermazione di una nuova linea politica condivisa. Non credo che queste primarie possano risolvere granché".

Pd 2.0 parla Chiara Geloni: 'Dal Lingotto evoluzione paradossale di Renzi'
Se dovessero vincere questi due candidati l'asse del Pd si potrebbe spostare verso i moderati (Orlando) o verso il Movimento 5 Stelle (Emiliano)?

"Non lo ritengo uno scenario probabile, ho molto apprezzato che Emiliano ha preso le distanze dall'insulto "vigliacchi", arrivato dal palco del Lingotto alla parte del partito che è uscita dal Pd, così come apprezzo alcune cose che dice Andrea Orlando, ma da qui a dire che in queste primarie è possibile un Pd diverso ce ne corre".

Orlando ha detto che, se nessuno dei tre candidati alla segreteria Pd raggiungesse il 50% alle primarie, non si alleerebbe in modo automatico con Emiliano.

"Lo Statuto dice che se nessuno raggiunge il 50% il segretario viene eletto in assemblea con un ballottaggio tra i primi due, questa è una procedura che non si può aggirare nonostante Renzi qualche giorno fa abbia fatto intendere diversamente. Tutti gli scenari sono possibili, il Pd dovrà scegliere in assemblea il segretario e mi sembra improbabile che si possa del tutto ribaltare il risultato delle primarie. Evidentemente potremmo avere un segretario meno forte rispetto a uno che ha superato il 50%, che deve concedere qualcosa in pià al pluralismo interno".

In caso di vittoria, sarà un Renzi ancora più centrato sul Partito della Nazione?

"Abbiamo avuto 4 anni per conoscerlo, qualcuno lo conosceva già da prima, non mi pare che ci possano essere grandi differenze, sarà un segretario senza nessuna passione per il mestiere di segretario che non ha mai fatto e sempre delegato ad altri o addirittura trascurato".


Neanche la pesante sconfitta al referendum costituzionale pensa che lo possa aver cambiato?


"Mi pare proprio di no".

 
#pd #renzi #lingotto

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